La recensione domandata: Marta Sui Tubi – LoStileOstile

martasuitubi_lo stile ostile“La recensione domandata” è una nuova rubrica de Lamusicarock a cura di Egle Taccia, che punta a realizzare un’intervista con gli artisti, dove vengono approfonditi soprattutto i testi e tutto ciò che si nasconde dietro le canzoni.

Alla fine c’è anche una provocazione per uno scambio di ruoli, ovvero mettere in luce ciò che in un disco può essere visto soprattutto dall’autore, da chi l’ha plasmato e fatto nascere, la provocazione di provare a dare una recensione sul proprio lavoro.

Il primo a mettersi in gioco con noi è stato Giovanni Gulino dei Marta Sui Tubi, che ringrazio per lo spirito con cui si è avvicinato al nostro esperimento e che di seguito mi aiuterà a scoprire i segreti de “LoStileOstile”, il loro nuovissimo album.

“E guardo il mondo che va a fondo da un oblò”. Inizia con questa frase il vostro album. Siamo messi così male o un amico pazzo può risolvere tutto?

In realtà quella è una citazione del pezzo “Luna” di Gianni Togni, ed era carino inserirla; non che la canzone ci piacesse più di tanto, ma il concetto di guardare il mondo che va a fondo da un oblò è un’immagine abbastanza suggestiva, perché ti senti in trappola e non puoi fare in modo di salvarti, a meno che non ci sia qualcuno che ti venga a salvare e questo qualcuno potrebbe essere un amico, nel caso specifico è un amico fuori di testa.

C’è l’amicizia, ma c’è anche l’amore. I ritmi rallentano con “+D1H” e “Con un sì”. Con queste musiche ci volete dire che l’amore può curarci in questi tempi bui?Marta Sui Tubi @ Alcatraz

Secondo me non è mai fuori moda parlare d’amore, l’importante è farlo in maniera non sputtanata; cioè se fai un testo dove non fai altro che scrivere quanto stai male perché ti manca qualcuno, è una rottura di palle, se invece cerchi di fare un esame di quello che è la tua situazione, del rapporto che hai con una persona, magari questo può essere più interessante. L’amore è sempre una cosa che salva la vita, l’amore fa muovere il mondo, se non ci fosse quello non ci saremmo nemmeno noi, saremmo come gli animali.

“Da dannato” è uno sfogo contro chi giudica senza dimostrare il proprio valore. Con chi ce l’avete?

Sai, specialmente oggi, siamo diventati tutti intellettuali, pensiamo di avere il diritto di dire tutto a proposito di tutto e il web permette tutto questo. Se da una parte è una forma di democrazia, che ci sta, dall’altra parte il 99%  dei commenti che leggo sui social spesso tendono a massacrare l’opinione altrui senza invece proporre qualcosa di interessante, senza costruire. La critica va bene se non è demolizione fine a se stessa, la critica deve essere costruttiva. Oggi si tende invece a pensare che basti esprimere se stesso per dire qualcosa di interessante e non è affatto vero.

“Se solo avessi aspettato un minuto avrei evitato di spararmi”. Cosa volete dirci con questa frase?

Che spesso basta avere un attimino in più di fiducia, basta aspettare e non avere troppa fretta di fare cose estreme, perché le cose si possono sistemare un po’ da sole.

“Niente in cambio” vi mostra vulnerabili. È questo il vero amore?

Beh, “Niente in cambio” come avrai probabilmente capito è una canzone che parla di una nuova vita ed è un’esperienza che mi ha visto protagonista da vicino, perché da un annetto sono papà e il fatto di avere una bambina che riempie la mia vita è una cosa che cambia, assolutamente. Anche Ivan, il batterista, ha avuto una bambina qualche mese fa. E’ una cosa dirompente che arriva nella tua vita e mette tutto sottosopra e ci devi stare, nel senso che bisogna accettare tutto ciò che di buono e  di poco comodo ti piomba nella vita. In questo caso la canzone è dedicata non tanto ad una nuova vita, ma a quello che si sente quando arriva una nuova vita.

Una provocazione! E se ti chiedessi di autorecensirvi? Come parleresti del vostro album “LoStileOstile”?

Mah guarda non è il mio lavoro, perché il mio lavoro è quello di fare musica, il vostro lavoro è quello di recensire. Non puoi chiedere a un dottore come si sente (ride), il dottore deve capire come ti senti tu. Io non posso esprimere nulla, abbiamo fatto quello che potevamo fare, il nostro meglio possibile,  per noi è un grande album, è un album che ci rappresenta tantissimo, rappresenta una fotografia specifica degli ultimi mesi e del lavoro che abbiamo fatto insieme ed è probabilmente l’inizio di un nuovo percorso insieme.

Cosa dobbiamo aspettarci dal live e dal vostro ritorno al passato?

Non è un ritorno al passato. Non perché siamo tornati in tre, vuol dire che rifacciamo le cose che facevamo in passato. Siamo tornati in tre per recuperare un suono, ma il modo di fare musica è profondamente cambiato da quando abbiamo iniziato ad oggi. Anche questo disco qui è diverso dai nostri primi album, anche se è stato concepito in tre.

Il tour è molto rock’n’roll, è molto tirato, ci sono pezzi molto ritmici e tutto l’ultimo disco è chiaramente ben rappresentato da quasi tutti i pezzi. C’è anche spazio per un’altra decina, dozzina di altri pezzi pescati qua e là da altri album, alcuni dei quali non eseguivamo più da molto tempo. Altri invece sono stati riarrangiati, quindi secondo me è un tour molto interessante per chi è appassionato dei Marta.