SIAE ai ferri corti: artisti e autori devono essere liberi di scegliere

La S.I.A.E. potrebbe perdere, a breve, lo storico monopolio sull’attività di raccolta dei diritti d’autore. Questa la notizia che circola in queste ore. Ma cosa significa? Significa che ogni autore (musicista, scrittore, artista, ecc.) verrebbe (dovrebbe essere) lasciato libero di scegliere la propria collecting society, in un regime di concorrenza perfetta, cui affidare il compito di riscuotere i proventi economici derivanti dall’utilizzo, da parte di terzi (locali, organizzatori di eventi, ecc.), delle proprie creazioni. In Italia attualmente l’unico soggetto esistente e delegato alla raccolta dei diritti d’autore è proprio la SIAE, in quanto ha da sempre beneficiato di un monopolio garantitole dalla legge. Tuttavia da domani potrebbe cambiare tutto. La Commissione Europea apre prospettive e frontiere in un settore economico sino ad oggi trascurato dagli imprenditori privati, con un comunicato in cui annuncia la rappresentazione di una proposta di direttiva volta a rendere più efficiente e trasparente il mercato della gestione dei diritti d’autore e dei diritti connessi nel mercato unico europeo (un mercato che vale oltre 6 miliardi di euro all’anno). La Commissione traccia un identikit delle ragioni di inefficienza delle collecting society operanti in Europa che sembra ritagliato su misura per la nostra SIAE.

Cosa deve cambiare?

La Commissione con la sua proposta rappresenta l’esigenza, urgente che il mercato della gestione collettiva dei diritti d’autore e connessi divenga rapidamente davvero unico, che i diritti siano gestiti – in modo trasparente – e nell’interesse prevalente di tutti i titolari dei diritti – e non solo di alcuni privilegiati come sin qui accaduto – e, soprattutto che ogni titolare dei diritti sia libero di rivolgersi ad una qualsiasi società di intermediazione dei diritti per affidarle il mandato di gestire i propri diritti e di revocare tale mandato in ogni momento anche solo in relazione a talune categorie di diritti. Egualmente ciascun utilizzatore di contenuti protetti da diritto d’autore dovrà potersi rivolgere ad una qualsiasi collecting society europea per acquistare tutti i diritti dei quali ha bisogno. Basta con le artificiose frammentazioni geografiche dei mercati e basta con l’anacronistica esigenza di negoziare i medesimi diritti con decine di società di gestione diversa per poter erogare i medesimi servizi – attraverso internet – in tutta europa. Ora – o meglio entro dodici mesi al massimo dall’entrata in vigore della nuova direttiva – si cambia.

L’era dei monopoli è finita e quella del mercato europeo della gestione collettiva dei diritti è iniziata.

Serve innanzitutto, che il Governo intervenga per abrogare in maniera esplicita l’anacronistico monopolio ancora sancito dalla legge sul diritto d’autore.Se non lo si facesse, il rischio – a questo punto elevatissimo – è che il mercato nazionale della gestione dei diritti, finirebbe, nello spazio di qualche anno, con l’essere integralmente cannibalizzato dalle più dinamiche, trasparenti ed efficienti società di gestione collettiva operanti nel resto d’Europa, competitors con i quali la nostra SIAE non può confrontarsi, specie nell’attuale situazione di crisi nella quale versa. Il nuovo Statuto della SIAE, pertanto, dovrà essere a norma UE, subito e senza attendere che la Direttiva entri in vigore.

Fonte: http://www.assoartistidelladriatico.it/?p=5565