Muse: smentita sulle tangenti a Roma

Lunedì mattina vi avevamo parlato delle difficoltà avute dai Muse per organizzare gli ultimi concerti del Tour, ed in particolare vi avevamo parlato di alcune tangenti versate dallo staff della band per poter utilizzare gli effetti speciali durante la data di Roma. Nel pomeriggio è arrivata immediatamente la secca smentita da parte di Vivo Concerti, promoter italiano dei Muse, nel cui comunicato ufficiale si leggeva:

“Rispetto a quanto riportato da vari organi di stampa, la licenza è stata concessa dalle autorità competenti dopo le opportune verifiche che hanno dimostrato che tutto era sicuro e regolare e dopo aver puntualmente messo in atto ed ottemperato ad ogni disposizione di sicurezza e accorgimento tecnico richiestoci, come è successo in tutte le altre città”.

Nel frattempo i Muse hanno diffuso una nota ufficiale dove negano categoricamente di aver versato somme illegali di denaro a funzionari italiani durante l’ultima data italiana del loro tour mondiale:

457417_250526101722084_2041246576_oContrariamente a quanto riferito, i Muse confermano che non c’è stato alcun tentativo di corruzione relativo allo svolgimento dei loro concerti in Italia. Sono stati pagati i compensi previsti per il lavoro fatto da tecnici e ingegneri esterni all’organizzazione per ottenere i permessi necessari da parte delle autorità locali. Questo riguarda anche i fuochi di artificio e i certificati di sicurezza, ed è totalmente in linea con gli standard adottati per tutti i gruppi che si esibiscono in Italia con show di queste dimensioni. Tutto ciò, in aggiunta ai certificati già approvati dalle autorità di tutti gli altri Paesi europei dove i Muse si sono esibiti quest’estate”.

In ogni caso, la Questura di Roma ha disposto accertamenti riguardo alle dichiarazioni di Matt Bellamy, ed un’informativa con gli esiti delle indagini verrà poi trasmessa alla Procura della Repubblica.

Come sempre, vi terremo aggiornati sugli svolgimenti di questa indagine.