Heineken Jammin Festival: Pearl Jam, il racconto di due super fan

6 luglio 2010, due fedeli lettori di lamusicarock.com ci raccontano le emozioni dei Pearl Jam al Heniken Jammin’ Festival:

HJF – 6 LUGLIO PEARL JAM
Autore: Alessandro & Milly

“Dov’è Ben Harper quando hai bisogno di lui?”
[Eddie Vedder, Heineken Jammin’ Festival 6/7/2010]
E’ tutto relativo, l’ultima volta che ho formulato una frase del genere suonava pressappoco così:
“Dov’è l’idraulico quando hai bisogno di lui?”
[Alessandro, casa, 24/12/2009]
Invece quando sei il leader carismatico di una band che vende milioni di dischi e fa il tutto esaurito ai concerti, beh le prospettive cambiano.
Ma cambiano perché a fare un pezzo insieme a te chiami un artista altrettanto grandioso, che condivide la passione per l’arte musicale, la gioia di suonare dal vivo, la voglia di raccontare storie. Ecco cosa ho visto. Raccontare con dovizia di particolari l’esecuzione di questo o quel pezzo, o come è stato fatto l’assolo di “Alive”, sono solamente esercizi oziosi. Il concerto è stato bello ed i Pearl Jam hanno suonato benissimo, la gente era tantissima e si sono tutti divertiti da morire, noi compresi. Questi cinque “ragazzi” rappresentano oggi quella che deve essere una sana gestione dell’arte musicale se hai la pretesa di definirti un musicista, un artista. E’ questo il vero valore da inseguire, da cercare a tutti i costi: mostrare che la stima, la fiducia e l’impegno che i fan profondono, non sono vani, ma vengono ricambiati attraverso la creazione di opere “parlanti”, che si rivolgono proprio a te e che ti fanno venire voglia di cantare, di suonare, di avvicinarti alla musica. Chiedo scusa a molti, ma l’atmosfera patinata degli artisti pop, tutto questo non lo trasmette. Sono certo che i Pearl Jam abbiamo fatto venire voglia di imparare a suonare ad un sacco di ragazzi, perché dal loro esordio nel 1991 hanno sempre fatto musica “suonata” e “suonabile” ed io l’ho percepito precisamente.
Hanno eseguito grandi classici senza essere retorici, senza quell’atteggiamento da “aleee oohoo” con successiva catena-dell’amore-tutti-mano- nella-mano (vi ricordate Gianfranco D’Angelo che imitava la Sandra Milo di “piccoli fans”? Favoloso!), regalando un pezzo nuovo che ha comunque riscosso successo tra una marea di gente avida di musica. Il gruppo di Seattle suona roccioso, corposo, non ci sono spazi vuoti o tonalità sifilitiche, l’atmosfera di quei km era perfettamente riempita a dovere, tanto che sembrava quasi di poter afferrare con le mani tutte quelle meravigliose schitarrate, per non parlare poi dei bassi che ti battono nel petto quasi come avessi un secondo cuore.
Band presenti
Band presenti nella line up della giornata: Plastic Made Sofa, Gomez, Gossip, , Skunk Anansie,
Ben Harper & Relentless7, PEARL JAM
Ben Harper and Relentless7’s Set (solo le canzoni con Ed Vedder): Under Pressure (Queen)
Set List PEARL JAM: Given To Fly, Interstellar Overdrive (Pink Floyd)/Corduroy, World
Wide Suicide, The Fixer, Small Town, Breath, MFC, Even Flow, Present Tense, Do The
Evolution, Unthought Known, Porch
Encore: Red Mosquito (w/Ben Harper), Just Breathe, State Of Love And Trust, Arms Aloft
(Joe Strummer & The Mescaleros), Jeremy
Encore 2: Got Some, Once, Black, Public Image (Public Image Limited), Alive, Rockin’
In The Free World (Neil Young, w/Ben Harper & Relentless7 and Rob Machado)
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