Brian Molko contro Spotify

Anche Brian Molko, la pensa come Thom Yorke. Il leader dei Placebo infatti ha unito la sua voce a quella del leader dei Radiohead, in quello che ormai si appresta a diventare un vero e proprio coro di proteste nei confronti di Spotify.

placebo1Queste le dichiarazioni rilasciate da Brian Molko a “Music Week“: “E’ la stessa cosa che succede con Facebook: viene presentato come un’impresa a beneficio della società, ma non credo che la motivazione di chi lo gestisce sia di unire la gente. Semmai di creare ricchezza per se stessi. Lo stesso con Spotify: non credo abbia nulla a che fare con il combattere la pirateria o il fornire un servizio utile all’industria musicale o alle nuove band. Gli interessa solo far soldi a spese di altri. E’ una pura questione di profitto personale”. I Placebo hanno affrontato le tematiche legate ai social network, criticandone alcune dinamiche, anche nel singolo “Too Many Friends” (clicca qui per ascolto e testo), singolo che anticpa l’uscita dell’album Loud like love” prevista per il prossimo 17 settembre.

Il cantante ha poi proseguito la sua analisi: “Su Spotify non vedo alcun problema nel pubblicarvi i propri singoli perché si trovano anche in radio e la gente li può ‘audiodirottare’ da lì. Non colgo però neppure il senso di negoziare diritti digitali ritenuti soddisfacenti dalla casa discografica, in cambio della possibilità di pubblicare tutta la tua musica sui servizi di streaming. Le somme che potresti ottenere al momento mi sembrano trascurabili”.

Insomma chi sarà il prossimo a dire la sua? Voi intanto dite la vostra. Cosa ne pensate?