All’Hangar Bicocca è ancora tempo di The Visitors

Ragnar Kjartansson, The Visitors

Sara Lu

L’HangarBicocca, dal 5 Dicembre fino al 5 gennaio 2014, ripresenta al pubblico milanese la video installazione di Ragnar Kjartansson, The Visitors.

Un incredibile successo, che doveva arrestarsi e che invece potrà ancora per altre settimane accogliere occhi, orecchie e cuore di molti visitatori.

Nell’oscurità di una sala espositiva del museo, paragonabile a quella di una sala cinematografica, gli esecutori dell’opera si presentano a noi divisi non solo nei nove video ma anche nell’ambiente.

Lo sguardo dello spettatore viene catturato da questi otto musicisti, intenti a suonare il proprio strumento in altrettante stanze con altrettante atmosfere al contempo suggestive e semplici. Una grande e fatiscente dimora ottocentesca di Rokeby Farm, nell’Upstate New York e la cornice di questa installazione unica.


Tra i musicisti, Kristín Anna e Gyða Valtýsdóttir, fondatrici della band islandese dei Múm, e Kjartan Sveinsson, tastierista fino al 2012 dei Sigur Rós, che cantano e suonano per più di un’ora (64 minuti per la precisione), ciascuno con uno strumento diverso, la stessa melodia della canzone Feminine Ways, ispirata alla poesia composta dell’ex moglie dell’artista, Asdís Sif Gunnarsdóttir.

Il “dipinto musicale”, rinominato così da Gaetano Scippa di Wired, ti avvolge e coinvolge e travolge.

I musicisti come ritratti da un abile pittore, prendono vita a ogni pizzico di corda, a ogni nota, regalando allo spettatore qualcosa di unico.

Opera d’arte fatta di suoni, musica, immagini e poesia. Un capolavoro artistico che trova nel successo ottenuto un’ennesima conferma.

Di seguito vi postiamo il video girato in occasione della visita di Ragnar pochi giorni all’Hangar Bicocca:

http://www.hangarbicocca.org/

Ragnar Kjartansson Bio:

nasce nel 1976 a Reykjavík (Islanda) dove vive e lavora. Dopo aver studiato presso l’Iceland Academy of the Arts di Reykjavík e successivamente alla Royal Academy di Stoccolma, Ragnar Kjartansson inizia la sua carriera di artista e performer. Nel corso dell’ultimo decennio, il suo lavoro ha ricevuto grande riconoscimento internazionale. Nel 2008 ha partecipato a Manifesta 8 e alla Triennale di Torino. Nel 2009 è stato il più giovane artista a rappresentare l’Islanda alla Biennale di Venezia. Nel 2011 il Carnegie Museum of Art di Pittsburgh, il Museum of Contemporary Art di North Miami e l’ICA di Boston hanno presentato la sua mostra personale Song. Nello stesso anno, con Bliss, ha vinto il Premio Malcolm McLaren a Performa (New York) e la Frankfurter Kunstverein ha presentato la sua prima grande retrospettiva europea, Ragnar Kjartansson: Endless Longing, Eternal Return. Nel 2012 espone The Visitors al Migros Museum für Gegenwartskunst di Zurigo. Sempre nel 2012 tiene una mostra personale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Nel 2013 viene invitato a partecipare alla 55a edizione della Biennale di Venezia curata da Massimiliano Gioni, per cui realizza S.S. Hangover, che unisce performance, scultura e suono.