Afterhours e Cesare Basile rinunciano al Premio Tenco

afterhoursEd ecco che anche gli Afterhours, dopo la decisione di Cesare Basile, rinunciano alla partecipazione al Premio Tenco 2013.

Attraverso una nota apparsa sul profilo Facebook ufficiale del gruppo milanese, gli Afterhours comunicano la loro non partecipazione al Premio Tenco come ospiti.

Cerchiamo di riassumere quanto accaduto. Tutto è iniziato a seguito delle polemiche nate dalle dichiarazione di Gino Paoli e dal direttore generale Blandini, che attaccano il Teatro Valle Occupato, la rinuncia del Club Tenco di svolgere la manifestazione “Situazioni di contrabbando”, che si doveva svolgere al Teatro Valle occupato, e il conseguente rifiuto da parte di Cesare Basile di ritirare il premio assegnatogli come miglior opera in dialetto dalla stesso Club Tenco all’artista siciliano (in fondo a questo articolo potete leggere la nota diffusa di Cesare Basile). Anche gli Afterhours rinunciano alla partecipazione alla premiazione e consegna dei premi del Club Tenco che si terrà l’8 dicembre al Teatro Petruzzelli di Bari.

Di seguito la nota del gruppo Milanese Afterhours: 

28 novembre 2013

In solidarietà con l’artista Cesare Basile e e i teatri occupati, gli Afterhours declinano l’invito a partecipare in qualità di ospiti a sorpresa al Premio Tenco, in occasione della premiazione che si terrà l’8 dicembre al Teatro Petruzzelli di Bari.

Dispiace che il premio più prestigioso della musica italiana, che era riuscito negli ultimi anni a riavvicinarsi alle realtà più vere della scena nazionale, dimostri di non poter prendere posizione a tutela di quelle stesse energie che vuole rappresentare.

Quanto alla SIAE, deve decidere se vuole essere parte di un cambiamento necessario e improrogabile che dia a tutto il settore musicale e culturale una nuova spinta, o se vuole essere una delle cause che lo stanno soffocando.

Le regole sono necessarie, ma non si può chiedere a un cittadino di rispettare quelle che portano al suicidio di un sistema, così come non si può chiedere a un soldato di obbedire a degli ordini ingiusti.

Identificare nel fenomeno dei teatri occupati un problema, invece che una risorsa, è nel migliore dei casi un sintomo di incapacità totale di comprendere la forza rinnovatrice e la volontà di cambiamento espresse da queste nuove energie.

Più in generale nel nostro ambiente, gli eccessi burocratici e l’ossessione per la legalità spesso nascondono speculazioni piccole e grandi e in qualche caso mascherano una lotta di interessi che in questo momento non ha più motivo di essere e sta impedendo, nel nostro paese, il rinnovamento, lo sviluppo e il rilancio delle nuove energie.

Salvaguardare non può voler dire soffocare, a meno che l’unico obiettivo che vogliamo raggiungere non sia quello di morire onesti.

Afterhours

cesare-basile400cDi seguito invece la nota  di Cesare Basile – Perchè non ritirerò il premio Tenco – 

22 novembre 2013

Credo che un artista abbia il dovere di schierarsi piuttosto che sottrarsi ai conflitti. È l’unica regola alla quale ho cercato di essere fedele come individuo e come musicista nel corso della mia oramai lunga carriera.

Viviamo da troppo tempo e con sconcertante naturalezza l’era delle tre scimmie, la viviamo adeguandoci alla goffaggine che genera complicità, paghi del piatto di minestra che la carità del Potere ritiene di assegnarci ai piedi della sua tavola.

Non vedo, non sento, non parlo. Tuttalpiù faccio un salto di fianco e lascio che la cosa passi.

Strana pratica per un mestiere che è fatto esclusivamente di vedere,sentire e parlare. Strana pratica per chi ha scelto il racconto come segno della propria esistenza.

Faccio parte da due anni dell’assemblea del Teatro Coppola Teatro dei Cittadini, un teatro occupato e autogestito, uno spazio sottratto all’incuria e alla magagna della Pubblica Amministrazione, frutto gioioso e libero di un altrettanto gioioso e libero atto illegale. Rivendico quotidianamente la legittimità di questa pratica come risposta a un sistema di gestione dell’arte e della cultura verticistico, monopolista, clientelare. Questo non mi rende migliore o peggiore di altri, né fa di me un eroe, mi vede solo parte attenta di una scelta e come parte attenta di una scelta non posso fare a meno di vedere, sentire e parlare.

I recenti attacchi del presidente della S.I.A.E., Gino Paoli, e del suo direttore generale Gaetano Blandini contro il Teatro Valle occupato e le altre esperienze autogestite sul territorio italiano (il Teatro Coppola Teatro dei Cittadini fra queste) mi hanno profondamente disgustato per toni e arroganza; attacchi dai quali traspare, tra l’altro, una chiara e ben orchestrata richiesta autoritaria di ripristino della legalità che altro non è che un’esortazione allo sgombero.

Sabato 30 Novembre avrei dovuto partecipare, insieme ad altri musicisti, a una manifestazione organizzata dal Club Tenco e dal Teatro Valle. In seguito allo scontro con la S.I.A.E. il Club Tenco ha cancellato questa manifestazione dalla sua agenda con la seguente motivazione:«Il Club Tenco di Sanremo, preso atto del forte contrasto emerso negli ultimi giorni tra il Teatro Valle di Roma occupato e la Siae, ha deciso di annullare la manifestazione “Situazioni di contrabbando” programmata al Teatro Valle nei giorni 29 e 30 novembre. Non avendo la competenza tecnica per entrare nel merito dei gravi motivi di contrasto, il Club ritiene comunque di non dover alimentare, per la sua parte, attriti e polemiche, e per questo rinuncia serenamente ad un evento che potrebbe acuire il dissidio tra le due parti».

Essendo la S.I.A.E. partner importante del premio Tenco non viene difficile capire il perché di questo passo indietro.

Ma se il Club Tenco ritiene di dover sottostare a un ricatto e fare un passo indietro per non «acuire il dissidio tra le due parti»,io reputo opportuno farne uno in avanti per sottolinearlo questo dissidio: conflitto fra chi vuole una cultura liberata e chi, invece,la cultura vuole amministrarla per mantenere privilegi.

Ecco perché, ringraziando tutti quelli che mi hanno votato, non ritirerò la targa Tenco 2013 per il miglior album in dialetto e non parteciperò alla premiazione dell’8 dicembre al Petruzzelli di Bari.

Cesare Basile