Pearl Jam: Lightning Bolt – la recensione

pearl jamForse più che una recensione è un’ammissione di incapacità nello scrivere qualcosa che possa criticare negativamente i Perl Jam. Premessa fatta, procediamo.

Abbiamo tra le mani Lightning Bolt, ultimo album della storica rock band, album di grandi attese, uno degli album che più attendevamo di questo 2013, album che esce negli store, non digitali ma reali, oggi, 14 ottobre. E’ questo l’11 esimo album per la band di Seattle, e arriva a distanza di 5 anni dall’ultimo Backspacer. 12 i brani inediti anticipati da due singoli: Mind Your Manners, punkeggiante andate, e Sirens rock ballad per antonomasia. Due pezzi che possono aiutarci a capire e riassumere l’intero album. Da una parte “qualcosa di nuovo” giusto per dare qualcosa su cui storcere il naso, dall’altra “la sicurezza” infallibile di fare centro in tutti i nostri cuori.

L’album si apre con Getaway: se siete in cerca di voi stessi, e in vena di riflessioni prestate attenzione al testo! Ritmica, calzante, in pieno stile rock… in piena carica trascinante grazie alla voce di Eddie.  Fa seguito il primo singolo lanciato dalla band e che vi abbiamo già citato… Mind Your Manners. Su questo brano menti su menti, molto facilmente, sono state impegnate a ricollegare le sonorità ad altri brani, richiami evidenti a Spin The Black Circle, e all’interno della nostra redazione, c’è chi sostiene che sia anche anche un omaggio ai Dead Kennedys e la loro California uber alles. Perdersi nell’identificare le assonanze però non è l’effetto che fa l’ascolto di Mind your Manners, bensì immaginarsi immersi in un gran bel pogo in uno dei live dei PJ.

Dal punk alle alterazioni ritmiche di My Father’s Son, e con questo brano si rifà un passo indietro nella storia dei Pearl Jam. Titolo inflazionato tra i musicisti come se nella biografia di ogni artista ci dovesse essere una canzone dedicata in bene o male al rapporto padre-figlio; qui il testo narra del rapporto tormentato. Arriva poi il secondo singolo Sirens, la ballad song presentata in contrapposizione al pogo di Mind Your Manners. Piacevole poesia semiacustica.

Probabilmente è qui che la voce di Eddie si mostra al meglio rispetto a tutti i brani restanti di Lightning Bolt, ce la godiamo e siamo arrivati alla titletrack: Lightning Bolt. Rock. Se nei pezzi rockettosi di prima si poteva rimproverare alla band di avere il freno a mano leggermente tirato, qui ci si velocizza e si corre nella corsia giusta! Questo album è vario, talmente tanto da includere anche sfumature funk con Infallible! Ci fermiamo e qui nasce una riflessione… o i PJ sono stati clonati e per alcuni brani hanno suonato o Dolly PJ o Eddie & Co. hanno tentato banalmente come si fa con un nuovo album, di percorrere nuove strade, mettendo piede in “altro”, in quell’altro che è per una band come loro superfluo e inutile. Ma come grandi rocker sanno fare, non possono deluderti e sanno come sempre creare le loro magie.. Pendulum è un assoluto incantesimo, crea un’atmosfera surreale, ipnotizza e raccoglie mente, cuore e fisico. Un brano assolutamente ben riuscito, e quindi complimenti a Stone Gossard e al bassista Jeff Ament che hanno composto il brano insieme a Eddie. Swallowed Whole : la voce di Eddie, il folk rock in linea con Into the Wild, ma con dei ritmi più trascinanti e travolgenti nei crescendo che Vedder accompagna fino all’assolo di Mike McCready… fantastico! Siamo passati così dal rock, al punk, al funk, alle ballad, al folk… cosa manca? Un po’ di blues, eccola qui Let The Records Play! C’è poi un brano tratto da Ukulele Song, l’ultimo album da solista di Eddie, Sleeping By Myself riarrangiata ovviamente, chissà perché Eddie ha voluto dargli nuova vita, e una seconda chance (ci piacerebbe chiederglielo direttamente). Chiudono l’album due belle ballad contaminate ancora una volta dal folk con impronta chiaramente Vedderiana: Yellow Moon e Future Days. Lightning Bolt è “un altro” album dei Pearl Jam. Chiaramente non da il massimo, ma semplicemente perché il massimo con loro lo si ottiene live… li aspettiamo, 2014 portaceli!