Neil Young: “Il disco rovinato? Ci ho fatto il tetto”

Neil young  - comes a time

D’accordo che non bisogna prendere il proprio lavoro troppo sul serio, e d’accordo che è sempre e comunque solo rock n’ roll, ma che un artista come Neil Young potesse arrivare ad utilizzare delle copie di un proprio disco per rifare il tetto del proprio capanno, davvero non ce lo saremo aspettati.

Eppure è questo quanto emerge da un’intervista rilasciata dallo stesso Neil Young a “Rolling Stones“. Il disco in questione è “Comes a Time” del 1978, di cui circa ventimila copie non poterono essere messe in commercio per via di un difetto nel suono del master, e a proposito del quale Neil racconta: “Il master rimase danneggiato dopo un passaggio sotto il metal detector dell’aeroporto, o una roba del genere. Fui costretto a recuperarne una copia – Una copia, sì, ma aveva comunque un suono migliore dell’originale irrimediabilmente rovinato. Che fine hanno fatto i dischi che erano già stati stampati sul master danneggiato? Ci ho fatto il tetto di un capanno. Li ho utilizzati come tegole”.