Yato: Post Shock – la recensione

Post Shock è il nuovo sorprendente LP di Yato, cantautore “electro vocal” toscano, uscito lo scorso ottobre.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

Yato è un giovane artista (one man band) che vale la pena tenere d’occhio, perché ha talento, ha intelligenza artistica ed è originale.

Il suo nuovo lavoro, Post Shock, è un disco molto denso e composto da otto brani sì compatti tra loro, ma valorizzati dalle sorprendenti sfumature che ne costruiscono l’identità. Ambientazioni dance, funk, rock ed electro si accompagnano al cantato in italiano – a tratti dolce, a tratti quasi aggressivo – mescolandosi con cura alle parole e al modo in cui vengono espresse. 

Post Shock è un abbraccio da dietro agli anni ’80 che, presi alla sprovvista, vanno a sbattere contro il presente e decidono però di restarci, diventando permeabili alle influenze della musica più attuale, creando un’esperienza d’ascolto decisamente interessante. 

Post Shock è una “fusione mediterranea dell’electro-rock” (come recita il comunicato stampa dell’album). Dell’electro-rock di tutto il mondo occidentale, aggiungo io. Non c’è definizione migliore per descriverlo: questo disco è un viaggio fantastico, tutto da viversi in una rete underground, da New York all’Italia, passando per Londra e Berlino.

Ascoltate questo disco, non ve ne pentirete. 

Dal vivo, invece, per il momento potete vederlo a Milano il 7 gennaio: allo Spazio Ligera si terrà il Release Party per l’uscita dell’album. QUI tutte le informazioni.

 

 

TRACKLIST (leggetela, perché anche i titoli sono geniali!)

  1. Electro Hardore 
  2. Idolatrina
  3. Dub-Bi Song
  4. Le Teorie Possibili
  5. Consciock
  6. Intro me
  7. Post
  8. Ormonauti Remix