Verily So: Islands – la recensione

Verily So - Islands - CoverIslands dei toscani Verily So, band shoegaze, slowcore in uscita il 3 giugno per V4V Records e W//M a distanza di tre anni dal loro esordio self titled. 

di Alex Fumagalli

C’è sempre una sliding door nella vita di una band, quel momento in cui raggiungi la piena consapevolezza artistica ed il sacro fuoco del rock ti spinge alla ricerca di un impegno musicale più ambizioso ed eterogeneo. Nella breve vita dei Verily So, band livornese di multiforme talento, la sliding door potrebbe essere “Islands”, il loro secondo, interessantissimo e per certi versi spiazzante album. Con “Islands” i Verily So, nel frattempo divenuti quartetto grazie alla preziosa new entry di Antonio Laudazi alla batteria, cresciuti come gruppo grazie ad estenuanti sessioni in sala prove e come singoli grazie alla contemporanea dedizione a progetti paralleli non sconfessano il proprio recentissimo passato ma raddoppiano la posta. Rispetto al solido e sempiterno folk del self-titled d’esordio aumentano esponenzialmente le escursioni nell’alternative rock ( i padri putativi risiedono sempre nella gloriosa new wave degli ’80 e in un certo wall of sound di Spectoriana memoria) e nel coraggioso sperimentalismo che lambisce con feedback, distorsioni  e riverberi elettronici  dark pop e shoegaze di pregevole fattura. Ciononostante rimangono sorprendentemente in auge un pop ora energico ora delicato sfogato attraverso romantiche ballads. Ascoltare per credere le otto tracce che si susseguono in un climax profondo e coinvolgente : si comincia con il pop trascinante del singolo To Behold e si prosegue tra la delicata dolcezza del notturno duetto pianistico di Not At All (splendida), la disperata indifesa e profonda sincerità di Sudden Death e la cupa ed intimista Nothing in the Middle sino alle vette di Never Come Back dove melodia ed audacia elettrica si contendono lo scettro. L’approdo è insicuro perchè siamo come lembi di terra ( Islands) alla deriva ognuno per se con il proprio carico di illusioni, incomunicabilità e strazianti amori a vuoto ci dicono i Verly So , ma mentre lo fanno danno l’idea che loro, dove andare, lo sappiano benissimo. Una volta tanto anche la great rock’n’roll swindle può essere sincera! Buono a sapersi

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