Verdena – Endkadenz volume 1 : la recensione

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Dopo quattro anni dallo struggente Wow i Verdena tornano con un disco estremo e spiazzante, il quale conferma il loro percorso verso un orizzonte sempre più ipnotico, malinconico e corrosivo.

di Eleonora Montesanti

Il primo volume di Endkadenz – il secondo uscirà alla fine della primavera – si presenta fin dalle prime note come qualcosa di estremamente solido e granitico, ma, parafrasando il titolo del secondo disco dei Verdena, non è solo un grande sasso. E’ un vero e proprio macigno, nell’accezione più positiva che può avere questo termine.

Non è un disco che si prende cura di chi lo ascolta, è un disco che scuote gli animi con prepotenza e li guida in un movimento denso, imprevedibile e meravigliosamente libero.

E’ difficile dare una definizione inquadrata e precisa a Endkadenz: non si percepisce l’asfissiante volontà di apparire coerenti o rivoluzionari a tutti i costi, piuttosto si nota l’esagerata intransigenza nella cura meticolosa dei singoli suoni.

Ogni brano, infatti, brilla di luce (e follia) propria. Non c’è mai un calo di tensione.

Questo esperimento laborioso, articolato e complesso comincia da Ho una fissa, in pieno stile verdeniano, il cui tappeto sonoro è corposo e distorto; le chitarre elettriche e il basso sono i protagonisti indiscussi insieme a una vocalità esasperata e camaleontica che si trasforma nell’ennesimo strumento musicale volto a costruire questa sensazione di coralità onnipresente in tutto l’album.

Non c’è mai uno strumento che prevale sugli altri, infatti, neanche nei pezzi dove si percepisce fortemente l’utilizzo del pianoforte, come Puzzle (una bomba: il grido efedrina è uno dei momenti più alti del disco) o Contro la ragione, un’elegante canzone che profuma del Battisti meno canonico, dove il pianoforte si rincorre come un cane che si morde la coda. Anche Vivere di conseguenza ha lo stesso profumo, forse in maniera un po’ più trasversale a causa dell’elettronica e della potenza del basso.

In generale, comunque, Endkadenz è un disco fieramente destabilizzante: quando pensi di aver capito la direzione di un brano, è proprio allora che si rivolta (e ti rivolta) come un calzino.

C’è Un po’ esageri, il singolo interiormente pop e dunque più immediato e accessibile, a cui segue Sci desertico col suo ritmo ostico, ossessivo e artificiale, basato sulla batteria elettronica e l’uso anomalo del falsetto. Per non parlare di Derek, un pezzo da ascoltare e riascoltare poiché cela un loop ipnotico di batterie, bassi e chitarre che si inseguono e non riescono mai a raggiungersi. Derek è un pezzo vivo, pulsante, dove la voce appare quasi superflua.

Al contrario, Nevischio è una sorta di ballad dal respiro molto ampio, dove per la prima volta in questo disco, c’è un equilibrio tra suoni e contenuto.

Il lato più cupo e oscuro dell’album – anticipato dalla nervosa Rilievo posta a metà tracklist – si divincola irrequieto fino ad esplodere nelle battute finali: Inno del perdersi e Funeralus sono due brani dal forte sapore malinconico.

Inno del perdersi è l’apice della distorsione e della disperazione e offre vasti spazi per ululare e nascondersi nella pienezza della base strumentale.

Funeralus, invece, è assolutamente meno lugubre: è universale, ampia, strascicata, a tratti disperata, a tratti estremamente dolce.

E’ davvero un ottimo finale, poiché sembra che richiami alla calma, alla quiete dopo una grande tempesta: la tensione si scioglie e tutto pian piano torna a ristabilizzarsi, anche se siamo ancora un po’ storditi dallo squilibrio schizofrenico che, per quasi un’ora, ci ha sconquassato l’anima.

Insomma, anche questa volta i Verdena hanno fatto un disco che lascerà un segno marcato e necessario nella musica italiana e non solo. Chissà cosa ci riserverà il secondo volume di Endkadenz.

Tracklist

  1. Ho una fissa

  2. Puzzle

  3. Un po’ esageri

  4. Sci desertico

  5. Nevischio

  6. Rilievo

  7. Diluvio

  8. Derek

  9. Vivere di conseguenza

  10. Alieni fra di noi

  11. Contro la ragione

  12. Inno del perdersi

  13. Funeralus

 

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