Valeria Caucino – At the break of dawn – la recensione

valeriacaucinoAt the break of dawn è l’album d’esordio solista di Valeria Caucino, artista biellese che usa la musica folk e la poesia per trasmettere i suoi messaggi al mondo.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

Al sorgere del sole. E’ questo il significato di At the break of down, titolo del primo album da solista di Valeria Caucino, composto da undici tracce luminose e morbide, basate sul solo utilizzo della voce e di alcuni strumenti acustici, quali chitarra, pianoforte, violino e flauto. Lo stile è prettamente folk, un folk naturale e senza sovrastruttore, che profuma un po’ di Joan Baez e molto d’Irlanda. Ci sono infatti dei legami molto stretti con la musica celtica moderna e tradizionale, tant’è che in uno dei brani, As I roved out, è presente l’unico strumento percussivo di tutto il disco e si tratta di un bodrhàn, tipica percussione celtica.

A livello di contenuti, come il titolo preannuncia, l’album è intriso di messaggi positivi, di sproni a rialzarsi dopo ogni caduta, di voglia di lasciarsi guidare dalla bellezza della natura. La musica ha sempre un ruolo da protagonista in questi brani e si adatta perfettamente ai moti dell’emotività.
Certo, si tratta di tematiche non molto originali, ma cantare d’amore (presente qui in tutte le sue forme: dall’emozione di un inizio di una relazione alle conseguenze di un tradimento) non è mai fuori moda e, soprattutto, funziona perfettamente quando si mescola ad uno stile d’ispirazione così tradizionalista.

In generale, At the break of dawn di Valeria Caucino è un disco piacevole, poetico, maturo e in grado di stimolare i sentimenti di chi lo ascolta.

TRACKLIST 

  1. The beating of life
  2. Over the pain
  3. Another footprint in the sand
  4. A pillow full of tears
  5. As I roved out
  6. You’re the one
  7. Now
  8. Evil thoughts
  9. The river
  10. Flying from Ireland
  11. Senza limiti