Tre Allegri Ragazzi Morti: Inumani – la recensione

tarm-21“Io sono disponibile”, sembra volerci dire “Inumani” il nuovo album dei “Tre Allegri Ragazzi Morti”! In realtà come per molti fortunati redattori, il disco per me è disponibile da qualche settimana. Immaginate la sofferenza di non poter condividere le proprie impressioni con nessuno, quando hai tra le mani un disco fortissimo, che porta i TARM verso un nuovo futuro, costruito sulle basi solidissime del loro passato?

di Egle Taccia

“Inumani” è la conferma, la consacrazione di una band che ha sempre unito fumetti e musica, ma stavolta lo ha fatto in maniera superba, a tal punto da aspettarmi di vederli fare il grande salto! Undici nuove perle, arricchite dalle numerose e importanti collaborazioni dell’album, che sente forti e chiare le chitarre di Adriano Viterbini, che ha dato un’impronta più rock ai brani del trio mascherato e che sicuramente ci farà sognare anche dal vivo, visto che si è di recente unito alla formazione live della band, facendoli diventare cinque come nei fumetti di Toffolo.

Ma c’è anche una voce che conosciamo benissimo, in questo album! Se vi dico Lorenzo a chi pensate? Eh si, l’altra fondamentale collaborazione dell’album è proprio quella con Jovanotti, vicino alla band già da un po’! Loro ci hanno praticamente cresciuti in questi anni, dall’adolescenza all’età adulta; nei loro vent’anni di carriera sono sempre riusciti a farci rivivere i nostri anni più belli. Le sperimentazioni e i viaggi tra generi diversi sono l’essenza dell’album in cui si spazia dal rock, alla cumbia, al raggae, al country/folk, sorprendendoci con ogni brano. Non ho trovato una debolezza, un brano da skippare, o qualcosa che mi piacesse meno. È sostanzialmente un album di 11 singoli, che già mi immagino di vedere live, con tanta gente intenta a ballare e cantare sottopalco! Una chicca è che le narrazioni sono spesso al femminile come in “C’era una volta ed era bella”, dove lei si è rotta un braccio tenendoti la mano. Chissà a quante di noi è capitato…

Dentro ci sono i fumetti, l’amore raccontato con la leggerezza e con la libertà di un adolescente, ci sono anche le ferite, ma loro hanno sempre il rimedio perfetto per curarle, perché in fondo importa solo l’importante. Presentandoci l’album ci spiegano anche che il titolo è un omaggio all’epica americana dei supereroi nell’invenzione più visionaria del grande Jack Kirby e che autori amici hanno contribuito con le loro invenzioni alle canzoni di Inumani. Ecco i nomi degli amici dei TARM: Maria Antonietta, Vasco Brondi de Le luci della centrale elettrica, Pietro Alessandro Alosi de Il Pan del Diavolo, Alex Ingram dei Lupetto e la scrittrice Peris Alati. Come vi dicevo prima, c’è una serie di brani da pole position, ma quello che ho apprezzato in particolare è “Ruggero”.  Ascoltandolo ho individuato vari riferimenti musicali, non so se voluti o accidentali, ma in complesso ne è venuto fuori un lento interessante, sia come testo che musicalmente, dove la bravura di Viterbini è stata esaltata al massimo! Chissà a chi è dedicato!

Come si fa a restare fermi con la cumbia “In questa grande città”, grazie anche al ft. di Jovanotti e alla bellissima dedica a Milano e ai suoi bei vestiti?

Per finire, è proprio liberatorio dire addio sulle note country de “I Miei Occhi Brilano”. Cosa aggiungere in più? Anche i miei occhi brillano quando ascolto i TARM, ma non gli dirò mai addio!