TIKKLE ME: WHAT IS REAL – la recensione

TIKKLE MELe Tikkle Me sono una band pop-elettronica svedese, nata come duo a Eskilstuna, una piccola cittadina industriale, dalle menti della cantante-autrice Frida Herchenröther (ex-spectroscope) e la multi-strumentista Karin Taberman.

di Elena Giosmin

L’album di debutto omonimo è del 2010, stile elettronico con chiari rimandi a Björk e il mondo synthpop nordico, strano e particolare.

Con il tour in nord Europa e la conseguente fama crescente, la band inizia le collaborazioni con altri musicisti con produttori  e artisti visivi, diventando una sorta di collettivo di arte pop tutto al femminile.

Uguaglianza, giustizia e ambiente sono tematiche molto sentite dalla band e di grande importanza e impatto nel secondo disco What is real, uscito il 24 aprile 2015 per l’etichetta Gaphals. In copertina il quintetto bendato e vestito di nero (un richiamo alla dea bendata?).

I testi contrastano molto col sound elettro-pop, sebbene più cupo del debutto e decisamente curato e di classe.

Tematiche fortemente femministe, affrontate in maniera intelligente, con grandi aperture orchestrali che si affiancano alle ritmiche elettroniche e le fagocitano in un dolce divenire, pieno di cambi di melodie e musicalità originale.

Tra le mie preferite Rebels, che inneggia alla libertà di espressione della donna, non solo oggetto da esporre, ma essere umano che dice: “non ero vestita per giocare, ma l’ho fatto comunque…così ribelle”; Six Senses Screaming, voce e ritmica, semplici e lineari, ma totalmente originali e Niagara con i suoi cori potenti, pieni di vita.

Non è facile ascoltare musica di matrice pop che abbia intenti altri dal mero intrattenimento per le orecchie.

Con questo lavoro le Tikkle me ci riescono perfettamente, insinuando il dubbio, la riflessione. Peccato perdersi l’immediatezza del messaggio, dato l’utilizzo della lingua inglese, ma basta andarsi a leggere i testi per apprezzare a pieno quello che le ragazze vogliono comunicare.