Thegiornalisti: Fuoricampo – la recensione

thegiornalistiNegli ultimi tempi aumenta il numero degli artisti appartenenti al circuito alternativo, che piano piano si stanno facendo largo nei media più importanti a livello nazionale.

Era ora, ci verrebbe da dire. Tra questi si annoverano certamente i Thegiornalisti, a cui si deve il merito di aver acceso la scintilla nei confronti della scena romana, ma non solo.

di Egle Taccia

Una scintilla che pian piano sta portando alla ribalta, come non accadeva da tempo, tutto quel sottobosco che si muove attraverso i live club e si diffonde grazie a internet e ai canali social.

La band romana vede come fulcro la figura di Tommaso Paradiso, leader indiscusso del gruppo, ultimamente anche scelto come autore dal grande Luca Carboni.

Gran parte di questo successo è dovuto alla crescita che la band ha manifestato con l’uscita dell’ultimo lavoro “Fuoricampo”, perfetta sintesi tra cantautorato ed elettronica. Una crescita esponenziale rispetto ai precedenti lavori, grazie a un rinnovamento notevole dei suoni, finora trascurati, che hanno dato finalmente un’impronta, un’identità certa alla band.

L’album, che è un chiaro tributo al cantautorato e al pop degli anni ’80, con chiari riferimenti a Dalla e Venditti, ma non solo, si apre con la romanticissima “Per Lei”, ottima dimostrazione di come anche dai circuiti alternativi possa venir fuori del buon pop. Un disco nostalgia, però perfettamente ancorato al presente. Paradiso gioca chiaramente sui contrasti, sia nelle melodie tra cantato e suonato, sia tra i temi dei primi due brani, ad esempio, in cui in pochi minuti si passa dal sentimento puro al racconto di un’orgia, racconto che tanto successo ha regalato al pezzo certamente più forte dell’album, “Promiscuità”.

La ricetta del disco è semplice: suoni moderni, sovrapposti al pop anni ’80 e al modo di cantare di quel decennio. Poteva venir fuori un pasticcio, una brutta imitazione, e invece è andata bene!

Oltre a quelli citati sopra, altri pezzi forti sono “Mare Balotelli”, che gioca sul nome del noto calciatore, per fare un po’ le pulci al modo di vivere dei giovani d’oggi. Come se la band si mettesse appunto fuoricampo (in senso fotografico, anche se il titolo del disco sembra richiamare il baseball) e cercasse di insegnare ai giovani le cose belle della vita. Quel brano è la chiave, la sintesi dell’ispirazione di tutto il disco. La salsedine del mare, l’autocritica incentrata sul disagio giovanile, i suoni che ci portano a quelli delle balere tanto care ai film anni ’80, modernizzati dall’elettronica, incarnano lo spirito del disco. “Dove hai messo il gusto, uomo del nuovo millennio? Mi sa che l’hai lasciato nel secchiello sulla spiaggia, in riva al mare.”

La risposta alla loro domanda: “Come si fa a vivere la modernità senza fare schifo?” ce la dà la stessa band. I Thegiornalisti sono riusciti a pubblicare un lavoro moderno, con delle ottime radici nel nostro cantautorato, senza appunto risultare delle pessime controfigure di tutti quegli artisti, che li hanno ispirati e che hanno cavalcato l’onda di quello che certamente è il periodo migliore della nostra musica!