The Zen Circus : La terza guerra mondiale – la recensione

Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi
Foto di Ilaria Magliocchetti Lombi

Esce oggi il nono disco degli Zen Circus, La terza guerra mondiale, un disco libero da vincoli e provocatore, che richiama a un’ipotetica guerra per farci riacquistare contatto con la realtà.

 

 

 

di Eleonora Montesanti

 

La terza guerra mondiale, il tanto atteso nuovo disco degli Zen Circus, è l’ennesima conferma della validità del trio toscano: l’ibrido folk-rock-cantautorale che lo contraddistingue confluisce in quest’occasione in un power pop che sorregge tutte le tracce, trasformandole in dieci potenziali singoli.

Il disco è suonato nel modo più classico possibile: chitarre, basso, batteria e voce. Niente di più, niente di meno per rendere un senso di coesione e pienezza, in un ascolto in cui è interessante scoprire nuove elaborazioni e nuovi dettagli.

A livello di contenuti, il linguaggio di Appino non cambia: sempre tagliente, legato al realismo più cinico e insofferente, mai accusatore. Seppur gli Zen Circus denuncino certe condizioni della società odierna, quali l’individualismo, la cattiveria gratuita, la dipendenza dalla tecnologia, non si pongono mai a un livello superiore; anzi, ci si mettono proprio in mezzo, addirittura prendendo la voce di alcuni dei protagonisti, come in La Zingara (il cattivista), uno dei pezzi più duri di tutto l’album, con una citazione del monologo di Apocalypse Now che, messa proprio lì, fa davvero venire i brividi.

Il filo conduttore viene largamente esposto nella title track, posta in apertura del disco come una sorta di manifesto: un’ipotetica (ma neanche troppo) terza guerra mondiale sembra la soluzione per tornare a farci essere complici, a capire quali devono essere le nostre priorità, a liberarci da tutte le sovrastrutture inutili che ci risucchiano nel vuoto. E’ una riflessione importante, necessaria, perché il nostro nemico più pericoloso è l’individualismo.

Si prosegue con Ilenia, il primo singolo, che ancor più profondamente dichiara la disillusione nei confronti della collettività: le piazze fanno rivoluzioni solo quando sono vuote, concetto presente anche nella suggestiva Non voglio ballare, dove ci sono un io e un tu, che però non diventa mai un noi: la rivolta ormai è un fatto personale.

Pisa merda, invece, rappresenta l’insofferenza di chi nasce in una città provinciale e si scopre presto consapevole di essere nato nel posto sbagliato ma, pur scappando e rinnegando le proprie origini, avrà sempre il suo (brutto) odore addosso.

In mezzo al disco c’è un momento di calma che precede la prossima esplosione, un’esplosione che ci aspettiamo. L’anima non conta, infatti, è una ballatona molto nineties che si porta dentro una malinconia e un’ansietà che colpiscono lo stomaco.

Tra i brani seguenti, oltre alla già citata La Zingara (il cattivista), è importante fare un accenno a Niente di spirituale, un pezzo piuttosto insolito, etereo e ricco di strutture melodiche che trasformano il ritornello in un loop crescente e ipnotico. Terrorista, poi, è sicuramente uno dei pezzi più riusciti, con percussioni e chitarre che si rincorrono su un testo meraviglioso, che vale la pena ascoltare con attenzione.

Il disco si chiude con Andrà tutto bene, canzone dall’apparenza rassicurante, ma che in realtà se la prende con tutta quella musica – che per carità, a volte può servire – che ha solo lo scopo di confortare, ma che in realtà non racconta niente e non ci chiede nemmeno come stiamo.

La terza guerra mondiale, al contrario, è un disco che empatizza con un sacco di sentimenti diversi, che ci prende per le spalle e ci scuote fortissimo e che riesce ad infilarsi nei panni di tutti, anche dei cattivi. Personalmente credo che sia questa, oggi, la musica di cui abbiamo bisogno. Per risvegliarci dal torpore. Per ricordarci che non siamo degli automi. Per sentirci meno soli.

Di seguito le prime date confermate de La terza guerra mondiale – Tour:

28/10 TPO – Bologna
29/10 Urban – Perugia
4/11 SMAV – Santa Maria a Vico (CE)
5/11 Eremo – Molfetta (BA)
17/11 Hiroshima – Torino
18/11 New Age – Roncade (TV)
26/11 The Cage – Livorno
2/12 Atlantico – Roma
7/12 Alcatraz – Milano
14/12 Archivolto – Genova
17/12 Flog – Firenze