THE RED ROOSTERS: ‘No Disgrace’ EP – la recensione

TRR-No-Disgrace-1400x1400I The Red Roosters sono un giovane quintetto di Milano, nato nel 2010 che ha visto fin dall’inizio un’intensa attività live per locali di zona e anche il susseguirsi di molte formazioni e musicisti.

di Elena Giosmin

Nel 2013 il debutto discografico col singolo I Was A Rooster e l’intensificarsi dei concerti con spettacoli in tutto il nord Italia.

Nel 2014 la formazione si stabilizza in seguito all’ingresso in formazione di Muddy (batteria) e Carlo (chitarra) che si aggiungono a Jaja (voce), Edo (chitarra e cori) e Carlo (basso).

L’EP di debutto No Disgrace, uscito a marzo 2015, nasce dalla collaborazione con Mauro Pagani: “L’idea dell’EP non è stata di nessuno. Inizialmente volevamo impegnarci per la buona riuscita di un album, con 9/10 pezzi, poi però ci ha travolto l’occasione “Pagani” e abbiamo accettato al volo di registrare 4 pezzi da lui, alle Officine. Neanche a dirlo, il risultato finale ci ha lasciati ammaliati e così abbiamo optato per l’EP. L’occasione si è presentata talmente tanto all’improvviso che noi, a dirla tutta, non eravamo affatto pronti per lo studio. Muddy infatti aveva cominciato a suonare con noi da soli due mesi! I pezzi c’erano, ma erano ancora molto indietro dal punto di vista dell’arrangiamento, e i testi, a parte Classic Sunday, mancavano totalmente; anzi, i testi di Opera 3 e parte di Hold My Head sono stati scritti proprio durante i giorni delle registrazioni, così come molti arrangiamenti musicali. Per questo motivo è venuto fuori un lavoro spontaneo, disimpegnato, poco ragionato ma molto sentito. Gli abbiamo attribuito il titolo di No Disgrace (“senza vergogna”) perché, oltre a essere il titolo di una delle tracce, ci sembrava l’ideale per descrivere bene la situazione.”

E in effetti i pezzi hanno una freschezza notevole, sono suonati con sentimento e spontaneità, ammiccando al Rock & Roll classico e al pop britannico, rivisitando in chiave attuale il sound anglosassone degli anni ’60 e ’70.

Attendiamo di vedere cosa ci proporranno.