The Pack a.d.: DO NOT ENGAGE – la recensione

04-02-Discs-The-Pack-A.D.-Do-Not-EngageDO NOT ENGAGE”, E’ IL NUOVO DISCO DELLE THE PACK A.D. ED E’ USCITO A META’ MARZO PER NETTWERK MUSIC GROUP / SELF

recensione di Chiara Baini

Arriva direttamente dal Canada una ventata di sano rock con le The Pack a.d. Il loro album Do not engage è un concentrato di grunge e punk rock prodotto da Jim Diamond, già produttore di White Stripes, Dirtbomb, Electric Six. The Pack a.d. (la sigla sta per After Death) è un duo al femminile nato nel 2006 a Vancouver che vede Becky Black alla chitarra e voce e Maya Miller alla batteria, una potenza e una forza da far girare la testa anche ai maggiori artisti rock.

Ascoltare l’album una prima volta significa perdersi: non è mai solo uno strumento il protagonista dell’album. Ma se lo si riascolta una seconda e una terza volta, si nota lo sforzo fatto dalle due canadesi che dimostrano un’ottima capacità di sfruttare al meglio le proprie competenze: la batteria è più carica in alcuni brani, troviamo una chitarra a volte graffiante, la voce di Becky è potente, determinata, comunque mai delicata o giù di tono.

L’album apre con Airborne, la sua intro in puro stile rock spinge sull’acceleratore per portarci subito su di giri. Big shot è il primo singolo estratto, sulla stessa scia del precedente brano non perde colpi nemmeno un secondo e ci regala un concentrato di grunge e punk rock. Loser è un brano particolare: la batteria si sente solo nel ritornello ma quando arriva è un carico di energia che ti colpisce in pieno e lascia il tempo poi durante le strofe di riprendere l’equilibrio. Needless è il perfetto brano di chiusura: lento, delicato, e se l’album partiva in velocità folle, questa  canzone rallenta la corsa fino a farci fermare, esausti ma con la voglia di ricominciare l’ascolto da capo.

Per l’intero album Maya e Beckyci tengono con il fiato sospeso. Non perdono un colpo, ci illudono per un attimo di frenare e farci riprendere fiato ma lo fanno solo per tornare poi più cariche di prima. Un ottimo album, per gli amanti del puro e vero rock.

Per chi spera di vederle in concerto, dovrà aspettare ancora. Per ora non sembra abbiano intenzione di fare un salto oltreoceano ed è un gran peccato: sicuramente dal vivo un sound simile lo si potrebbe apprezzare maggiormente.