“The Heavy Entertainment Show” è il nuovo album di Robbie Williams – La recensione

“The Heavy Entertainment Show” è il nuovo album di Robbie Williams, primo disco firmato per Columbia Records/Sony Music.

Già dal titolo l’intenzione è chiara, Robbie vuole intrattenerci, vuole ricordarci che non è solo la pop star per eccellenza, ma anche un vero show man. Questo album è l’apoteosi del suo passato artistico, in cui si diverte a giocare con la musica, mixando generi, come nel suo maestoso singolo “Party Like A Russian”, che in un immaginario show potrebbe essere la sigla perfetta per presentare il disco. Spazia tra clubbing, rock, elettronica, rivisitando gli anni ’60 con Rufus Wainwright e strizzando l’occhio all’indie (chi se lo sarebbe mai aspettato?) con la ft. di John Grant.

Gli ospiti si sprecano. Oltre ai due già citati e alla presenza fissa di Guy Chambers, sono da segnalare le collaborazioni ai testi di Brandon Flowers dei The Killers (“Mixed Signals”), di Ed Sheeran (“Pretty Woman”), di Stuart Price (che ha anche prodotto le tracce: “Bruce Lee” e “Sensitive”) e soprattutto le “speciali partecipazioni” di Serge Gainsbourg e Sergei Prokofiev (entrambi nella title track “The Heavy Entertainmnet Show”), personaggi che hanno tanto in comune con lui.

Sappiamo bene che il nostro Robbie è un noto spaccone e non tarda a ricordarcelo nei primi due brani. In “The Heavy Entertaintment Show” troviamo un condensato di storia della pop star, musicale e non, in cui ironizza sulle morti della musica dicendoci “ok io sono ancora qui, vi conviene venire in tour con me prima che caschi morto”, tema che torna in altre forme sul finale con “Time on Earth”, conferma che il 2016 gli abbia fatto un certo effetto. I toni si fanno epici con “Party Like A Russian”, dove continua a fare lo spaccone, non solo nei testi, ma anche prendendosi non pochi rischi mixando generi, poggiando la classica su un tappeto pop.

L’album, oltre ad essere spesso autocelebrativo, parla anche d’amore, sotto molti punti di vista, non tralasciando la sua passione per le storie mordi e fuggi, ma regalandoci anche tantissimi brani da pelle d’oca.

“Mixed Signals” sono i Killers fatti e finiti, Robbie in fondo ci mette solo la voce, ma ci sono anche delle derivazioni che fanno pensare agli “Editors” e ai “Kings of Leon”. “Love My Life” è un pezzo di cui potevamo tranquillamente fare a meno e che ha l’unica funzione di anticipare uno dei brani più belli del disco, la ballata rock “Motherfucker”, con la sua partenza lenta e la bella esplosione centrale colorata dalla chitarra. Si va ancora di rock in “Bruce Lee”, col suo crescendo in cui Robbie urla tutta la sua energia, tornando sul filone autocelebrativo dei primi due pezzi. “Sensitive” è ciò che non ti aspetti, soprattutto dopo i due brani precedenti. L’asse viene spostato su un’elettronica raffinata, che fa tanto club. Altro brano da segnalare è “David’s Song”, da ballare guancia a guancia nell’ultimo lento, “while they play the last song ever”. Il finale elettrico appoggiato su un tappeto orchestrale è bellissimo. Rufus Wanwright interviene in “Hotel Crazy”, una canzone un po’ retrò dai contorni sixties. L’album si chiude con “I Don’t want to hurt you”, in cui Robbie ci canta l’amore indie di John Grant.

“The Heavy Entertainment Show” è uno dei migliori dischi pop sfornati nel 2016, la conferma di un grandissimo e istrionico artista capace di spaziare tra vari generi, ironizzare sulla vita da pop star e prendersi qualche rischio in amore come nella carriera.

Recensione a cura di Egle Taccia

Questa la tracklist di “The Heavy Entertainment Show”:

THE HEAVY ENTERTAINMENT SHOW

PARTY LIKE A RUSSIAN

MIXED SIGNALS

LOVE MY LIFE

MOTHERFUCKER

BRUCE LEE

SENSITIVE

DAVID’S SONG

PRETTY WOMAN

HOTEL CRAZY (featuring RUFUS WAINWRIGHT)

SENSATIONAL

 

La deluxe edition dell’album contiene altre 5 canzoni:

 

WHEN YOU KNOW

TIME ON EARTH

I DON’T WANT TO HURT YOU (duetto con JOHN GRANT)

BEST INTENTIONS

MARRY ME