Finisce un’era. Fame di idee nuove. I FLEBOLOGIC con SHIPWRECK

Il mondo sta cambiando alla velocità della luce; stiamo vivendo forse la più grossa rivoluzione culturale che ci sia mai stata; sta toccando moltissimi stati, nello stesso momento, e riguarda tutto. Tutte le vecchie concezioni “classiche” di qualsiasi cosa, sono di fronte ad una scelta: o rifondarsi o morire. Anche la musica non si può e non si deve esimere da questa scelta; non esistono più band che sfondano suonando Rock n’ Roll classico o Blues classico; i Muse (per citare una band mondiale) hanno interpretato, e continuano a farlo, la rivoluzione culturale che stiamo vivendo, suonando il rock, ma in modo totalmente innovativo, con suoni nuovi e strani, fin dagli esordi.

E questi ragazzi, i Flebologic, lo stanno facendo, e lo stanno facendo bene, senza voler strafare, ma suonando ciò che gli piace in modo innovativo. L’Ep, intitolato “Shipwreck“, è uscito a maggio 2012, contiene cinque brani più una traccia fantasma, ed è
avanti dieci anni rispetto alla maggior parte della musica che si ascolta per radio ultimamente. Le atmosfere che questi ragazzi riescono a crere sono stupende, in ogni canzone. Volete ascoltare cosè il reggee o l’afro contemporanea? Ascoltate l’eleganza di “Angel Dub“, quarta traccia del disco. Per capire cos’è il blues di inizio decennio bisogna lasciarsi trasportare da “Crawlin’ Worm”, con quelle influenze psichedeliche; quasi non sembra neanche blues. La traccia forse più pop è “Mi(s)sunderstanding”, terza traccia dell’Ep, molto molto ben fatta; troviamo poi l’electro-pop nella traccia di apertura, che dà il titolo al disco, “Shipwreck”, e nella ghost track. Ed infine c è la perla della composizione che prende il nome di “Old Big Boat“, decisamente una gran bella canzone.

Nel complesso l’Ep è veramente bello; la musica che suonano i Flebologic è rilassante, ambient, indubbiamente di buon gusto. E i Flebologic hanno buon gusto e hanno buone idee e sono al passo coi tempi. Lo dimostra il fatto che suonano diversi generi con una musicalità nuova, che non si limitano ad un unico genere il che li rende liberi, e che oltre alla musica suonata, una band al giorno d’oggi è anche altro; amici fotografi che curano la fotografia e che girano video musicali da far invidia alle “majors” o, come nel loro caso, le copertine delle varie copie dell’Ep disegnate a mano dallo stesso Marco Rossi, una diversa dall’altra, rendendo il tutto una vera e propria opera, ma solo per il gusto di esprimersi.

contatti: http://www.myspace.com/flebologic, http://www.facebook.com/flebo.logic, http://flebologic.wix.com/index

 

Davide Pinchiroli