Solki: Sleeper Grele – la recensione

 solki Solki è un trio che nasce da costole di tre band toscane (Blue Willa, Mangiacassette, Topsy The Great) il loro album di debutto si intitola “Sleeper Grele”  pubblicato lo scorso settembre via Ibexhouse

di Francesco Miliano

La Ibexhouse, marchio di autoproduzioni indipendente da poco sulla scena italiana, propone il primo disco dei toscani Solki, ensemble di Prato, formato da un trio che parte dalla base di una strumentazione tipica del rock classico. Alla chitarra elettrica Lorenzo Maffucci, alla batteria Alessandro Gambassi, e alla voce e chitarra Serena Alessandra Altavilla.. L’elemento di importanza non poco rilevante (come di sicuro vi sareste già chiesti) è per l’appunto la totale assenza del basso elettrico, di cui il terzetto riesce con notevole abilità compositiva, a non far rimpiangere troppo la mancanza.

Si comincia in apertura con il brano che sembrerebbe (visto la durata) un intro, “Cheese and Moon”, lenta e andante ballata di chitarre pop rock in cui la cantante Serena Altavilla, mette in evidenza la propria sensuale e calda voce deliziandoci con una linea vocale melodica ma allo stesso tempo con un leggero alone accattivante.

Continuando l’ascolto, i brani cominciano ad aprirsi su una struttura rock blues con decise impronte di indie rock minimalista di stampo statunitense, accentuate anche da un ottimo cantato in lingua inglese dall’attraente e graffiante voce di Serena.
Nei brani successivi cominciano ad affiorare anche reminiscenze con altri generi musicali molto vicini anche al post rock di casa Steve Albini, e al garage rock con delle sonorità chitarristiche che si avvicinano parzialmente anche allo stile di Sonic Youth e altri gruppi indie di matrice sempre d’oltreoceano, facendo da sfondo alle sempre più intrecciate liriche rarefatte e sinuose della cantante e chitarrista.
In brani come Dripping Souls si nota una lirica affascinante e trascinante accompagnata da una sezione ritmica in controtempo e da una chitarra che fa da tappeto sonoro a tratti psichedelico; Donkey’s Gloria suona come una ballata rock blues da salotto di rara raffinatezza e pulizia sonora, con le chitarre che contornano con maestria sonora le liriche avvolgenti e accattivanti di Serena, fulcro della band. Ci sono tutti i presupposti per diventare un ottima band i Solki ci portano in un universo sonoro sobrio e libero dai soliti ormai scenari pop banali nostrani, e ci indirizzano ad un ascolto articolato ma non troppo impegnativo per il nostro orecchio anche grazie alla voce veramente interessante di Serena attrazione principale, e punta di diamante del trio toscano..per il prossimo progetto consiglierei (a mio modesto parere) anche di introdurre un cantato italiano e un sound un più incazzato con brani più allargati (a livello compositivo)..diventerebbe il connubio che farà davvero portare ad una ancora più definita maturità musicale, questa interessantissima band indipendente delle colline toscane!

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SOLKI – IBEXHOUSE