Silversnake Michelle: Her snakeness – La recensione

silversnakeHer snakeness è il nuovo album di Silversnake Michelle, un concept in cui l’artista dà molta importanza alla ricerca di sé, nel consumarsi di tempo e spazio.

 

 

di Eleonora Montesanti

 

Silversnake Michelle, pseudonimo di Micaela Battista, artista torinese che, nell’eterna presenza della metafora di un serpente (sia nel suo nome d’arte, sia nel titolo di questo lp), cerca un distacco dalle emozioni, per affrontare la vita con maggiore freddezza e lucidità.
Ed è per questa ragione che, molto probabilmente, questo disco somiglia molto a un animato confronto tra sé e sé, tra Silversnake e Micaela, sul tempo che passa e sull’inquietudine che ne deriva, sulla solitudine, sulla dipendenza emotiva, su tutti i movimenti dell’Universo.

Her snakeness, infatti, è un disco molto ricco, sia dal punto di vista contenutistico, sia da quello prettamente melodico: brani che nascono acustici si convertono con parsimonia in cupe atmosfere elettroniche e viceversa. Sembra quasi che gli arrangiamenti siano legati indissolubilmente all’evocazione delle immagini. Tutto, qui, rappresenta l’Io dell’artista: i suoi sogni, i suoi incubi, lo scetticismo nei confronti della realtà.

Silversnake Michelle se ne inventa una tutta sua, di realtà. Avendo poca cura della forma testuale e grammaticale, l’artista sceglie di dare più importanza alla sostanza, alle emozioni e all’istinto, dialogando con se stessa come se si guardasse in uno specchio, utilizzando parole inventate, alterando significati e significanti.

Nonostante a tratti possa sembrare un disco criptico e rivolto solo verso l’introspezione, Her snakeness è un ascolto molto interessante che riesce bene nel suo intento, ossia essere profondamente evocativo.

TRACKLIST

Drops of time
Proserpine
The deep green
DNA (Denial normal abduction)
Feet of nemesis 
C9h13Night (Benzedrine night)
Diallele
Dead end
Backwards
Garden of jasmine
Labyrinth suicide
Requiem (Slan leis na nathair airgid)
Foundations of soul
Madness