Sarah Stride – Schianto : la recensione

Schianto è il nuovo EP di Sarah Stride, l’artista milanese che fa dell’oscurità e della decadenza il suo marchio di fabbrica irrinunciabile. 

 

 

DI ELEONORA MONTESANTI 

 

Non appena è partita la prima traccia di Schianto, il nuovo EP di Sarah Stride, il mio primo pensiero è andato a Nada. Non la Nada interprete a cui solitamente è associato l’immaginario comune, ma la Nada autrice, quella degli ultimi dieci anni. Nello specifico, questo ep mi ha ricordato molto Occupo poco spazio, disco capolavoro uscito qualche anno fa. 
Superata la bellissima sorpresa mi sono concentrata sull’ascolto e sulle emozioni: l’ep è composto da sole quattro tracce, ma basta davvero poco a Sarah Stride per prendersi il suo spazio, nelle orecchie, nella stanza e nello stomaco. 
Ogni brano è autonomo, ricercato e preciso, con una forma e un colore. Ognuno di essi, a suo modo, è in grado di sollecitare sensazioni inusuali, troppo spesso inibite dal nostro autocontrollo. 
In comune, oltre alla capacità di trasportare chi lo ascolta in una dimensione onirica ed esoterica, tutti e quattro i brani si basano sulla celebrazione della diversità, mostrata non solo attraverso i testi, ma anche attraverso le sonorità asciutte che solleticano un’atmosfera dark e psichedelica. 

Se queste sono le premesse in previsione dell’uscita di un disco, non si può far altro che non vedere l’ora di ascoltarlo. 
Schianto è davvero una delle cose più interessanti che abbia sentito negli ultimi anni e mi piacerebbe, quando penso al futuro della musica italiana, vedere Sarah Stride che riempie i palazzetti. 

 

TRACKLIST

1. Schianto 
2. I Barbari  
3. Il figlio di Giove 
4. Megasentimento