Sakee Sed: Ceci n’est pas un EP – La recensione

sakee sedA distanza da un anno dall’ultimo lavoro discografico tornano i Sakee Sed con un nuovissimo EP caratterizzato da soli tre strumenti: piano, chitarra e batteria e dal  titolo “Ceci n’est pas un EP” ( Appropolipo Records 2013). Sakee Sed sono un duo psyco/rock formato da Marco Ghezzi (piano, chitarra e voce) e Gianluca Perucchini (batteria). Un duo che alle spalle un lunga serie di approvazioni di pubblico e critica sin dal primo LP d’esordio “Alle basi della Roncola” (2010) fino ad arrivare “A Piedi Nubi” nel 2012, e altre pubblicazioni (“Bacco EP”).  L’EP comprende 6 tracce molto eterogenee, dal rock blue alla psichedelica. Tutte con lo sguardo rivolto verso le sonorità  degli anni 70. Tutte con dei testi molto particolari, “allucinati” per descriverli con un aggettivo. “Boccalone” brano di apertura dell’EP ne è l’esempio. Il Mio Altereggae, singolo che ha anticipato l’uscita di questo lavoro, è un brano dalla chiara matrice psicadelica, ma cerca di avvicinarsi a sonorità più calde, con un inserto che ricorda sonorità un pò caraibiche, in levere per l’appunto, un particolare modo di interdere il reggae. Naturalmente tutto fatto con suoni sintetici. “Metal Zoo”è un hard rock, duro. “Olderifa Express”, ballad blues, che tra chitarre e synth è il brano che descrive le caratteristiche del duo, la capacità di mettersi in gioco e di giocare con i suoni e farlo bene.  “Strappi bianchi” è il brano a cui viene affidata la chiusura di “Ceci n’est pas un EP”, intimo e malinconico, fatto di riff caldi ancora una volta che ricordano gli anni 70. Un EP,  in cui si ripropongono sonorità già sentite,  ma in una chiave del tutto personale, sonorità marchiate con il psyco/rock dei Sakee Sed.

“Ceci n’est pas un EP” è in download gratuito, cliccate QUI