ROYAL BRAVADA: il disco – la recensione

unnamedRecensione di Baini Chiara

ROYAL BRAVADA, OMONIMO DISCO DEL GRUPPO MONZESE

Royal Bravada pronti a sfondare la scena. Il loro primo album omonimo è un concentrato di energia rock e ritmi indie. Il progetto nasce con la pubblicazione nel 2012 di un’EP di cinque inediti, Black Bones, che contiene anche i brani Thieves friends e Round the corner, poi riarrangiati ed inseriti nel nuovo album. Con una copertina che richiama The miracle dei Queen, l’album autoprodotto dagli stessi Royal Bravada è uscito il 28 marzo, anticipato con successo dal singolo Hold fast, il cui video, girato da tre giovani studenti della Naba, vuole essere un’accusa a come i social network condizionano la nostra vita e le nostre relazioni.

Come gli stessi artisti affermano, Royal Bravada è un ossimoro: sono regali ma anche spavaldi. Questo ossimoro si riflette nelle loro canzoni, dove l’alternanza di adrenalina e momenti (brevi) di riflessione si susseguono in un disco dal ritmo frenetico che esprime perfettamente il loro essere royal e bravada allo stesso tempo.

L’influenza di artisti come Franz Ferdinand, Arctic Monkeys è palese in ognuna delle dieci tracce.Un disco giovane, brano dopo brano aumenta la voglia di ballare, di scatenarsi, buttando le braccia al cielo. La prima traccia del disco è Secrets, in cui l’incipit di batteria sembra preannunciare il ritmo serrato del pezzo. Seguono altri pezzi, tra cui Black bones, dal suono più hard rock. Arriva Darkside backyards, ci concede una piccola pausa, quasi a dirci “ehi, ricaricatevi, riprendete le energie, stiamo tornando”. E infatti: ecco subito dopo The wolf, con un inizio degno degli Strokes. Straordinaria la cover di Hey boy hey girl dei Chemical Brothers, rivisitata in chiave alternative rock. Non si fermano mai, gli artisti monzesi.

I Royal Bravada promettono bene: che siano pronti per varcare i confini italiani? Staremo a vedere, intanto godiamoceli nel tour promozionale nei nostri club che portano avanti con successo.