RIVOLTA: Avere Ventanni – La Recensione

rivoltaEleonora Montesanti

Dita incrociate, smarrimento, vicoli ciechi, percorsi intricati, frustrazione.
Incoerenza e lucidità dell’avere vent’anni nei tempi moderni: il rock’n’roll dei Rivolta riflesso di una generazione.

I Rivolta sono una giovane rock band di Civitavecchia che si presenta con una formazione classica: Gabriele Maurelli alla voce e al basso, Giordano Tricamo alla batteria e Luca Laudi alla chitarra elettrica. Avere vent’anni è il loro ep d’esordio, contiene cinque tracce e riflette il disagio personale e sociale dei ventenni nell’attualità. La title track, infatti, è un brano dalle linee armoniche molto energiche che si amalgamano perfettamente al testo denso di rabbia disillusa e di egocentrismo tipici di quegli anni: ci si focalizza esclusivamente sul qui e ora, non si pensa di avere una vita intera davanti, anzi, ci si approccia al futuro attraverso il filtro dell’arrendevolezza, come se nella società non ci fosse spazio a sufficienza per tutti. Dita incrociate affronta la medesima tematica, ma esorta all’azione, all’intraprendenza, al non aspettare che le cose capitino da sole, ad essere i veri artefici del proprio destino.

Nell’espressione dell’identità post-adolescenziale non può certo mancare una canzone d’amore. Quando scende la notte è il racconto di un’ossessione, di un amore non corrisposto e vissuto con quell’intensità tipica dell’essere giovani e un po’ inesperti, dove non esistono sfumature, ma solo il bianco o il nero, il tutto o il niente. Il refrain è molto atipico, infatti rispetto alla strofa cambia totalmente direzione e, anche grazie alla potenza considerevole della batteria, rende il brano incisivo e graffiante.

L’ep dei Rivolta procede poi con Non importa, una tipica rock ballad che passa abbastanza inosservata, in cui la voce, costruita su falsetti e vibrati, a tratti pare distaccata. In generale la forza vocale di Gabriele Maurelli è notevole, ma a volte – in particolar modo nel brano sopracitato – si disperde, non incide fino in fondo le parole, non arriva nella sua totalità, come se ci fosse una barriera che impedisce alle emozioni di fuoriuscire totalmente.

L’ultima traccia è Il Sentiero, singolo d’esordio e parte integrante della colonna sonora della seconda stagione di Freaks! The series, la più famosa web series italiana. In direzione opposta rispetto a Dita incrociate, il filo conduttore è una miscela di rabbia, smarrimento e frustrazione: il ritornello, infatti, recita bisogna imparare che non passerà ed è una chiara presa di coscienza lucida e deprimente, perché il mondo ci appiattisce: e se qualcosa ci cambierà usate pure le armi. La scia melodica è ripetuta e minimale, però funziona poiché gli accordi sono molto intensi, quasi ipnotici. Questo brano ricorda i Ministri, in particolare la loro Il bel canto, sia nella tematica molto cupa, sia nella scelta di incolpare un “voi” generico nel testo, sia nell’utilizzo lineare e spazioso della voce.

Nel complesso l’esordio dei Rivolta, coinvolti anche in Rezophonic (progetto di Mario Risi che coinvolge circa centocinquanta artisti della scena rock italiana e che contribuisce alla raccolta fondi umanitaria per Amref), non è niente di rivoluzionario, ma va verso la direzione giusta: un rock’n’roll puro e arrabbiato accompagnato da testi altrettanto irosi e scalpitanti, che cercano di rispecchiare quel senso di disagio condivisibile da una generazione intera. Il risultato è un’analisi rapida ma coinvolgente, che si conclude con poche speranze e nessuna risposta, ma con la consapevolezza che i vent’anni sono l’unica via da percorrere per scoprire qual è la propria essenza.