Plasma Expander- Live 3 – la recensione

Plasma Expander- Live 3Plasma Expander escono con un nuovo album dal titolo Live 3, via Brigadisco, a distanza di quasi un anno dalla pubblicazione di Cube

Recensione Di Sergio Sciambra

Attivi dal 2005, i“Plasma Expander” ne hanno fatta di strada, cambiando più formazioni ed evolvendo il loro sound, sempre percorrendo l’impervia via del rock sperimentale di ispirazione kraut, jazzcore, e chi più ne ha più ne metta. Se “Cube” era il felice resoconto del lavoro in studio della nuova line-up dei PX, quella del power trio chitarra-basso-batteria con Corrado Loi al basso e all’elettronica, “Live 3” è invece la fotografia del sound dell’attuale incarnazione del gruppo nella sua versione live. E anche se si tratta di un live registrato e missato in studio, se manca il pubblico a schiamazzare fra una traccia e l’altra, quello che non manca è lo spirito del palco, l’approccio diretto e genuino (“Good firts take”, recita una nota sulla confezione) con il quale il trio serve in tavola quattro brani del loro repertorio recente e meno recente in una versione più cruda, ruvida e in ultima istanza aggressiva rispetto a quelle su disco, suggellando poi il tutto con un inedito, “Otra Vez”.

Si parte con “Beacon”, ed è un inizio senza compromessi. Allungata e scarnificata (via tutti gli abbellimenti elettronici della versione studio), abbiamo una bomba da nove minuti di cambi ritmici, brusche frenate ed accelerazioni nella quale il trio gioca un bel po’ delle sue carte, come fosse un biglietto di presentazioni: noise, brandelli di metal, parentesi di jam free jazz, un giro di basso da Bond movie che la fa da padrone mentre la chitarra disegna paesaggi da puro rock psichedelico a colpi di wah e delay. Non mancano melodie accattivanti che riescono ad arrivare dritte in testa e c’è il giusto equilibrio fra evoluzioni imprevedibili e ripetitività: forse in questo c’è la vera cifra stilistica della band.

Si prosegue con “Hands In Your Guts”, da “Kimidanzeigen”, e le staffilate di chitarra ci precipitano in tunnel ansiogeno e paranoide dove il basso e la batteria, in un affiatamento ed una sintesi eccezionali, sono il pulsare violento di un malcapitato cuore. Improvvise rarefazioni  ed esplosioni sonore sono la ciliegina sulla torta di questo brano, che per resa e qualità del suono supera nettamente la versione studio.

Un trionfale intro di chitarra apre “Why Not?”, un saliscendi al cardiopalma che stupisce e muta forma pur insistendo su una sparuta manciata di note e giocando praticamente solo su cambi d’atmosfera e intensità.

Chiude la rassegna dei pezzi già editi “Exploder”, il pezzo più quadrato del lotto. Continue martellate ritmiche, arpeggi distorti salmodiati come mantra e sonorità in pieno stile kraut-kosmik rock ne fanno forse anche il pezzo più allucinato e allucinante del lotto.

La conclusione del lavoro è affidata a “Otra Vez”, unico inedito e protagonista anche di un album di remix ad opera di vari nomi noti del settore, da membri degli Oneida a pezzi di Fuzz Orchestra, che vedrà la luce a breve. Anche qui va in scena l’arte della ripetitività ipnotica; una sezione ritmica ancora una volta da dieci e lode, precisa come una mitragliatrice, sforna un paio di pattern killer dai riflessi kraut-industrial per permettere alla chitarra di Cerina di danzarci comodamente sopra fraseggiando scenari da surf-western lisergico, in degna chiusura di una mezz’ora di musica psicotropa.

Insomma, l’album dimostra, in maniera chiara, diretta e senza fronzoli, le qualità tecniche, compositive ed esecutive del trio sardo. Ma si tratta pur sempre della registrazione di un live, della versione tascabile e comodamente riproducibile di uno show che dal vivo è fatto solo di decibel e sudore. Quindi, se volete davvero godervi lo spettacolo, attenti a non perderveli la prossima volta che passano dalle vostre parti. I tre, nascosti dietro le mascherine da chirurghi, non fanno sconti neanche sul palco.

Tracklist:
1. Beacon
2. Hands in your guts
3. Why Not
4. Exploder
5. Otra Vez

 

Plasma Expander sono:

Fabio Cerina – chitarra

Andrea Siddu – batteria

Corrado Loi – basso, synths

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