Paolo Benvegnù: Earth Hotel – la recensione

PAOLO BEVENGNU _EARTH_HOTEL_cover_300dpiA tre anni di distanza da Hermann Paolo Benvegnù torna con un disco meraviglioso che conferma l’immenso valore intrinseco della sua arte. Earth Hotel (Woodworm, 2014) è un viaggio intimo e onniscente che attraversa tutte le sfaccettature dei sentimenti, perennemente in bilico tra pienezza e inconsistenza.

 

Di Eleonora Montesanti

Earth Hotel è un disco cosmopolita, a suo agio in una fredda camera d’albergo, senza avere la possibilità di radicarsi in un luogo e chiamarlo casa: è caratterizzato da quella saggezza di chi conosce molto bene il mondo, ma non lo abita.

Earth Hotel è apolide e randagio, non può a sentirsi comodo in un tempo e in uno spazio.

Earth Hotel è un insieme di solitudini e pluralismi, orizzonti e abissi, caos e calma assoluta.

Earth Hotel è un elenco di domande esistenziali.

Earth Hotel è un’insaziabile ricerca di Senso, ognuno a suo modo: dentro a se stessi, nella persona amata, nella distruzione, nel dominio sugli altri, nelle stelle, nel passato, nell’inesistenza, nel Vuoto, negli orizzonti.

Dodici piccoli cortometraggi, dodici piani, dodici storie di immedesimazioni intrecciate in dodici stanze di un hotel. Un viaggio su un lento ascensore insieme a un narratore onniscente o a un portiere di notte solitario, con un’identità da ritrovare cucita all’umanità di altri personaggi.

La salita parte dallo spazio profondo, coi piedi per terra ma con uno slancio vitale che tende verso l’impossibile. L’inquietudine, qui, si cela dietro a certe pienezze che in realtà sono pregne di silenzio e di assenza.

Il concetto di Vuoto è – insieme al Senso – il protagonista assoluto di questo capolavoro: Una nuova innocenza, primo singolo estratto da Earth Hotel, descrive l’amore per qualcosa che non esiste. Le percussioni qui sono molto rigide e cupe, creano un’atmosfera ipnotica e attanagliante sciolta solo dall’ingresso degli archi e dalla dolcezza della voce di Paolo.

L’outro di questa canzone introduce il momento di massima tensione emotiva di tutto il disco, ossia Nuovosonettomaoista, uno sguardo apocalittico sul presente collettivo di una società allo sbando. Il risultato della storia somma caos, inquietudine e diseducazione ad ogni sentimento. Mediante le sue rivoluzioni collettive e l’incapacità di gestirle, l’umanità è stata sconfitta dalla propria mediocrità e, oggi più che mai, ne sta pagando le conseguenze.

Conseguenze chiarite in Feed the destruction, traccia numero sei, che descrive con forza il dominio dell’animalità, degli impulsi, degli istinti primitivi. Il cerchio del processo evolutivo, dunque, si chiude così: gli esseri umani sono i peggiori nemici di loro stessi.

C’è un respiro, però. Dura due minuti e mezzo e si intitola Life: almeno per una notte è bello sentirsi al sicuro tra le braccia di qualcuno, senza pensare a quello che succede fuori dalla stanza e dentro le proprie viscere. Questa piccola ballata messa così al centro di questo disco, come in certi momenti al centro della vita, è necessaria.

La differenza tra collettività ed individuo (e dunque tra smarrimento e opportunità) è evidente in Avenida Silencio, forse il pezzo più emblematico di tutto quanto Earth Hotel, poiché ne racchiude le caratteristiche principali. Il multilinguismo domina nella ricerca di un appiglio luminoso; ogni lingua (che sia italiano, spagnolo, inglese o francese) ha una propria identità melodica, ma ciò nonostante il brano è molto coeso, quasi a voler sottolineare che la collettività deve essere composta da singoli individui che si prendono silenziosamente cura innanzitutto di loro stessi e delle loro piccole rivoluzioni quotidiane.

Il percorso verso l’alto procede con una serie di pezzi molto delicati e che solleticano gli animi, basati principalmente su chitarra, piano e archi. Si tratta di Stefan Zweig, la storia di un viaggio immaginario nella testa dello scrittore della Novella degli Scacchi, nel quale il narratore onniscente prova ad esplicare il concetto di Vuoto e mancanza attraverso la storia storia del suicidio di Zweig insieme alla moglie.

Orlando, invece, è un episodio di cantautorato che ricorda piacevolmente De Andrè e che racchiude nelle sue note e nella sua poeticità una sublime canzone d’amore, tra due persone, certo, ma anche verso se stessi: cosa è la vita se non amarsi / cosa è la vita se non proteggersi. Un pezzo commovente in cui Paolo Benvegnù ci mostra la bellezza della sua anima. Gliene siamo molto grati.

Gli ultimi due gradini per arrivare in cima all’Earth Hotel sono molto alti: Piccola pornografia urbana è un brano dalle sonorità orientaleggianti, elettroniche e secche in cui si affronta il tema dell’amore logorante, vale a dire quando significa tormentarsi, manipolarsi, annientarsi, odiarsi; Hannah al contrario è una ninna nanna dolcissima, una dichiarazione d’amore di un padre che supera l’immaginazione, quell’immaginazione che in Piccola pornografia urbana manca e costringe ad esistere semplicemente transitando nel qui e nell’ora, massacrandosi nella perenne ricerca del niente.

L’ultimo piano è un terrazzo che offre una vista frontale su Sempiterni sguardi e primati: un orizzonte ampio illuminato a giorno nonostante non ci sia nulla attorno, dove si intuisce, finalmente, che è proprio non avendo nulla che si può creare tutto. E allora salutiamo con la mano, con un sorriso beato stampato sulla faccia: passiamo la vita a combattere contro le assenze che ci attanagliano e che ci condannano all’inadeguatezza, ma forse é proprio iniziando a guardare dentro all’inestricabilità di questo Vuoto che possiamo trovare il Senso.

Paolo Benvegnù si dimostra un artista incredibile: la cura meticolosa per i dettagli sia testuali sia musicali, la sua unicità nel vivere il cantautorato e nel creare brani così peculiari e suggestivi, la maturità con cui ha affrontato le tematiche di Earth Hotel lo rendono senza ombra di dubbio il suo capolavoro assoluto. Almeno fino ad ora.

TRACKLIST

1)      Nello spazio profondo

2)      Una nuova innocenza

3)      Nuovosonettomaoista

4)      Avenida Silencio

5)      Life

6)      Feed the distruction

7)      Stefan Zweig

8)      Divisionisti

9)      Orlando

10)  Piccola Pornografia Urbana

11)  Hannah

12)  Sempiterni sguardi e primati

Guarda il video di “Una Nuova Innocenza “