OONAR: l’Ep, Running e il loro electro rock

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Elena Giosmin

Gli OONAR sono una band electro-rock italiana. Il loro nome proviene dal greco antico τὸ ὄναρ (“to onar”, il sogno), come riferimento ad una celebre frase di Pindaro: “Il sogno di un’ombra è l’Uomo”. Il loro sound è il risultato della fusione di una vasta gamma di sonorità: dalla musica new wave al synth pop anni 80 sino all’elettronica contemporanea con richiami alla musica rock psichedelica degli anni 60.

Il gruppo nasce nel 2002 da Alessio, il batterista, Claudio, vecchio compagno di liceo, alle tastiere e chitarra e Ruggero, conosciuto da Claudio all’università e da subito divenuto la voce solista.  Con l’arrivo di Dario al basso nel 2005, parte il progetto OONAR.

Da subito il gruppo si concentra nella realizzazione di brani originali, in buona parte scritti in lingua inglese; “il sogno” della band è quello di utilizzare un linguaggio universale, scavalcare i confini territoriali per rivolgersi ad un pubblico il più vasto possibile.

Nel 2008, gli OONAR sono ospiti della trasmissione radiofonica Radio Hollywood. Nel 2009 viene pubblicato il primo singolo della band: I Die For You, suscitando subito l’interesse di molte emittenti radio. Sono quindi ospiti del programma televisivo “Backstage Live” per Musicbox (Sky Tv). Al termine della stagione televisiva, gli OONAR sono premiati come band più votata del web.

Nel 2011, dopo aver rodato il loro materiale dal vivo in numerosi locali del Lazio, incidono il loro primo EP omonimo contenente 5 tracce inedite. Nel Gennaio 2012 viene pubblicato dalla Music Force l’EP e viene scelto Running come singolo di lancio.

Le cinque canzoni che compongono il mini-album denunciano chiaramente le ispirazioni della band: The Cure, Depeche Mode, Joy Division vengono miscelati con alcuni accenni al rock psichedelico dei Doors e con un pizzico di new wave (il singolo di lancio ha un sound che riporta ai Duran Duran dei tempi d’oro).

I testi, in inglese, si concentrano sui temi del viaggio, del passare del tempo e volgono a una malinconica introspezione.

www.oonar.com

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