Omosumo: Surfin’ Gaza – la recensione

Omosumo Surfin’ Gaza“, il debut album degli Omosumo, trio siciliano formato da Angelo SicurellaRoberto Cammarata (Waines) e Antonio Di Martino (Dimartino), uscito il 30 settembre per Malintenti Dischi

 

di Alex Fumagalli

E’ innanzitutto una bella storia che vale la pena di essere raccontata quella della band siciliana ( ma con sguardo rivolto al mondo) degli Omosumo e della gestazione del loro interessante, per certi versi folgorante debut : il già cult “Surfin’ Gaza”. “Surfin’ Gaza” , primo album del trio composto da Sicurella, Waines e Dimartino dopo i due EP del 2013 ( “Ci proveremo a non farci male” e “Remixes”) affonda le proprie radici nei terribili, dolorosi e controversi eventi della striscia di Gaza prendendo spunto da differenti iniziative volte a proporre un messaggio di pace : il documentario “God Went Surfing with the Devil “di Alexander Klein sulla meravigliosa e al tempo stesso paradossale convivenza tra appassionati di surf israeliani e palestinesi dove il mare è una zona franca lontano da guerra e odio quasi a ribadire l’assurdità di un conflitto dove nessuno è vincitore e tutti sono vittime, il circolo pacifista del “Explore Corps and Surfing 4 Peace ” organizzato da Doc Paskowitz, autentica leggenda della tavola e l’iniziativa dell’associazione giovanile del californiano Matthew Olsen ” Esplora Corps” volta a riunire ragazzi palestinesi e israeliani di Gaza sotto l’egida della comune passione per il surfing con reciproco scambio di materiali e competenze e in nome dell’idiosincrasia alle armi. Quello tra utopia pacifista del Surfin’ e piglio antimilitarista è un rapporto antico dai tempi in cui Brian Wilson e soci si produssero nel celebre endorsement contro il Vietnam ( ed il recalcitrante Elvis) , oggi a quarant’anni e ad una galassia ( per genere musicale e referenti culturali ) di distanza arrivano gli Omosumo con il loro affascinante melange elettronico. Il risultato è un album tanto complesso quanto autentico, ascetico, contemplativo, ricco di sperimentalismo linguistico ( si passa con disinvoltura dall’italiano all’inglese con suadenti escursioni nell’arabo) e musicale ( un florilegio di chitarre , organi e synth ben amalgamato con mormorii e voci in un sorprendente equilibrio) , sorprendente nella ricercatezza ritmica. Su tutto domina la pace, lontano da tutto come nel mare cosi’ vicino e cosi’ lontano da Gaza…del resto la musica è un pò come surfare.

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