“No Chains” l’esordio di Idhea – la recensione

Si intitola “No Chains” l’album che segna il debutto di Idhea.

La giovane cantante ligure, nata a Bordighera 26 anni fa, si presenta al mondo con un disco molto curato tecnicamente, che si racconta attraverso la voce bassa e calda della sua interprete.

idhea retroNo Chains” si avvale delle firme di autori e compositori come: A. Banfi, P. Capone, S. Vinci  e C. Vollaro, gente che vanta nel proprio curriculum collaborazione con artisti del calibro di Nek, Raf e Laura Pauisini. L’album  si compone di dieci tracce, cantate sia in italiano che in inglese, con l’intento di raggiungere il più ampio pubblico possibile:

Attimi: Il brano d’esordio del disco, racconta del passaggio fra sentimenti adolescenziali e il vero amore. A nostro gusto è forse troppo alta la voce maschile che accompagna Idhea nel canto del ritornello.

Stai con me: È la classica storia d’amore giunta al bivio fra l’abitudine e la passione. Il tutto, arrangiamento compreso, è molto radiofonico, ma sa di già sentito.

Gli alibi del cuore: Brano molto pop e decisamente estivo, ricorda la migliore tradizione del pop italiano (anche se non è ben chiara la collocazione dei fiati) viene in mente Marina Rei. Qualche anno fa avrebbe scalato le classifiche.

Wanted love in a while: Testo in inglese è utilizzo di bassi e sintetizzatori. Un occhio strizzato alla dance, mentre l’altro ammicca a sonorità più rock, soprattutto nel ritornello.

Inno alla terra: Testo scritto con il celebre giornalista Carlo Nesti, pezzo pop-rock dalle tematiche ambientaliste.

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Love or Friendship: Amicizia o amore? Una ballata ben confezionata, ma anche qua è forte la sensazione di qualcosa di già sentito.

Nel mistero della notte:  Brano intenso e ben interpretato, sicuramente uno dei più riusciti di tutto il disco.

No chains: Traccia che dà il titolo ad disco, non convince anzi quasi stona il giro che sul ritornello cita “La bamba”. Perché?

Non è possibile: Idhea cita gli Evanescence. Amy Lee è lontana, ma il pezzo si ascolta volentieri.

Un’amicizia così: Anche questo testo nasce dalla collaborazione di Idhea con Carlo Nesti, chiude il disco ricalcandone forma e contenuti.

Nel complesso “No Chains” è un disco che lascia qualche perplessità, soprattutto per quella sensazione “sanremese” di già sentito. Viene da farsi una domanda. Perché non si è scelto di valorizzare al massimo la voce e le qualità di interprete di Idhea puntando in maniera decida sul pop d’autore? Meglio confezionare un buon prodotto squisitamente radiofonico, piuttosto che avventurarsi in sperimentazioni che non convincono, o cercare qua è là una un riff o una batteria 4/4 per dare un’idea di rock che è quanto di più lontano si possa trovare in “No Chains”.

La risposta saprà darcela sicuramente la carriera di Idhea, la cui voce e calda e moderna dà chiara l’impressione di poter sfoggiare un giorno delle vere e proprie hit.