Newton Faulkner: Human Love – la recensione

NewtonFaulkner_HumanLove_Deluxe1500_1000Newton Faulkner ha appena pubblicato il suo nuovo lavoro, Human Love.

di Egle Taccia

L’artista, noto per il suo modo di suonare la chitarra, spesso usata come  strumento percussivo, ha anticipato l’uscita del suo ultimo lavoro, pubblicato in Italia il 20 novembre da BMG Rights Management con distribuzione Self, con l’uscita del primo singolo Get Free, cover dei Major Lazer.

Il quinto lavoro dell’artista è un album che si muove tra suoni folk e pop, con molti richiami agli anni ’80, senza però tralasciare le nuove sonorità un po’ ambient e un po’ elettroniche, che stanno prendendo tanto piede di questi tempi. Così troviamo brani più corali, a volte tribali, come Up Up And Away, intervallati da altri totalmente acustici, che sembrano quasi dei provini, semplici e complessi allo stesso tempo, come Break.

Che ne pensate di ascoltare insieme Human Love?

L’album, come vi ho anticipato, si apre con una cover dei Major Lazer, Get Free, singolo che anticipa l’uscita del disco e brano che passerà alla storia per il suo video, in cui l’artista dice addio ai suoi lunghissimi e famosi dreadlocks rossi, con una forte e decisa presa di posizione, quasi a rappresentare una rinascita volta ad annunciare tutte le novità dell’album.Newton Faulkner 06

Up Up And Away, si presenta con sonorità ritmate, scandite da ottime percussioni, con dei cori tra il tribale ed il gospel.

Si prosegue con la lenta Step In The Right Direction, con un ingresso quasi in sordina, ma che si riscalda nella parte centrale, con cambi di tempi, che sul finale si avvicinano a ritmi dance. Sono presenti dei bei cori, insomma è proprio un passo nella giusta direzione!

Passing Planes, è invece un brano che ha un’intro quasi ambient, ma poi si trasforma in ritmi più pop, che si mescolano bene col folk di base. Bella l’esplosione centrale, per il brano a mio avviso più bello del disco.

Stay And Take eseguita in feat. con Tessa Rose Jackson, è un mix tra folk e ritmi sixties, con suoni che si rincorrono e le due voci che sembrano nate per cantare insieme. Come si fa a non ballarla? Altro che stay, qui si vola!

Dopo il precedente brano è necessario un Break! Il brano è totalmente acustico, solo voce e chitarra, uno sguardo nell’anima dell’artista. Di una semplicità disarmante, il pezzo conquista al primo ascolto. Sembra volerci dire che per arrivare al cuore delle persone non è necessaria una super produzione, bastano le note giuste.

Far To Fall ci informa che la pausa è finita e si può tornare a ballare. Dal primo ascolto ci fa pesare all’Africa, a una giornata di sole su una spiaggia assolata, a una festa. Porta l’estate anche nell’inverno più buio.

Can I Be Enough è un’affermazione o una domanda? Sicuramente dopo averlo ascoltato non potrete liberarvi di questo loop! Un brano più essenziale, ma da non sottovalutare.

Gone, con i suoi crescendo, con quegli accattivanti intervalli di pianoforte, che esplodono in cori, sembra condurci per mano verso il gran finale dell’album rappresentato da Shadow Boxes e Human Love, che poi è il brano da cui prende il nome.

Il primo sembra mixare suoni nordici di cornamuse con il buon vecchio pop anni ’80, mentre l’ultimo brano è quasi una sperimentazione di suoni elettronici, che ricordano un po’ i primi Gorillaz. Che sia messo lì in veste di anteprima del futuro dell’artista? Chissà!

TRACKLIST:

  1. Get Free, 2. Up Up and Away, 3. Step in The Right Direction, 4. Passing Planes, 5. Break, 6. Can I Be Enough 7.Gone, 8. Far To Fall, 9. Shadow Boxing, 10. Stay and Take, 11. Human Love