Muse, la recensione del concerto di Roma

I Muse a Roma, uno show rock fatto di suoni, immagini ed effetti speciali.

Muse la cover di "Drones"
Muse la cover di “Drones”

E’ andata in scena sabato sera, l’unica tappa italiana del “Drones World Tour” dei Muse. Un autentico spettacolo, in cui il rock è andato ad intrecciarsi con la grafica per un concerto non solo da ascoltare, ma anche da guardare attentamente. Lo show si apre con l’immagine di un militare che sbraita ordini dal maxi-schermo “Aye Sir“, è il mondo psicopatico dei Muse, quello che vorrebbe trasformare un’intera generazione in droni, ovvero macchine di morte comandate a distanza da burocrati e tecnocrati di sorta. Uno scenario che Matt Bellamy e soci vogliono scongiurare a tutti i costi, spazzare via a colpi di rock.

E’ esattamente ciò che succede un paio di canzoni dopo, quando tutto il pubblico presente all’Ippodromo delle Capannelle di Roma, comincia a saltare sulle note del celeberrimo intro di “Plug in Baby“. E’ il rock che più ci piace, quello che rompe gli amplificatori, quello sbruffone con Matt Bellamy che chiude il pezzo suonando l’arpeggio con la chitarra dietro la testa.

La musica si intreccia con le immagini proiettate dai maxi-schermi, i video, dal burattinaio impazzito fino alle scie missilistiche che riempiono il pianeta passando per Alice nel paese delle Meraviglie e Pinocchio, completano i messaggi di “The handler” e “Apocalypse please“. Il concerto raggiunge il suo acme con “Madness“, eseguita magistralmente al punto che tutto il pubblico pare trattenere il fiato ad ogni acuto. L’ultima chicca la regala il bassista di Chris Wolstenholme che introduce “Knights of Cydonia” con un’armonica ispirata a “C’era una volta il West” di Ennio Morricone.

I fuochi d’artificio arrivano con “Mercy“, accompagnata da un’autentica pioggia di stelle filanti e coriandoli. Siamo ai saluti. I Muse, sempre più calati nella parte degli “Edward Snowden” del rock, si accomiatano dal pubblico di Roma, forse un po’ troppo in fretta (il concerto è durato solamente un’ora e mezza). Chissà se anche questa volta (com’era accaduto per il precedente “The 2nd Law tour“) il gruppo sceglierà proprio il concerto capitolino per realizzare il dvd del tour.