Marina Rei: Pareidolia – la recensione

marina reiMarina Rei esce con un nuovo disco: Pareidolia

 

Di Luca Dattisi

Pareidolia è l’ultimo album di Marina rei, uscito il 30 settembre per la sua etichetta “Perenne”.

La produzione dell’album è stata affidata a Giulio Ragno Favero, musicista del Teatro degli Orrori e produttore, tra gli altri, de Il Testamento di Andrea Appino (degli Zen Circus); egli mette a disposizione la sua esperienza di artigiano e alchimista dei suoni per un disco dall‘indole rock ma con alcune importanti deviazioni sonore, evidenti soprattutto nelle incursioni elettroniche disseminate per tutto l’album o in riff “dissonanti”, come per esempio l’intro di Sole.
Oltre a Favero, produttore e coautore dei brani, il disco è pieno di collaborazioni: per esempio Pierpaolo Capovilla e Andrea Appino per i testi, Enrico Gabrielli e Rodrigo D’erasmo tra i musicisti.

Anche nella title track “Pareidolia” compare un ospite, il cervellotico rapper Zona MC, sicuramente tra migliori attualmente in Italia; la canzone è di grande impatto energicamente ed è molto diversa dalle altre dell’album, ma è il culmine (espresso anche musicalmente) della mancanza e della ‘ricerca’ che è il filo conduttore dell’album, simbolicamente rappresentato dalla pareidolia.

La pareidolia è un fenomeno subcoscienziale, l’illusione di scovare un volto umano in una nuvola o nel profilo di una montagna, trovare i lineamenti di qualcuno o qualcosa nella realtà di tutti i giorni, che forse vorremmo diversa.
A chiusura del disco viene proposta una cover “Annarella” dei CCCP,  in una versione decisamente “lunare”, in cui la voce è accompagnata un piano elettrico, pochi suoni elettronici e infine avvolta da una polivocalità eterea.

Il risultato è un disco nel quale Marina Rei spoglia di ogni orpello l‘orizzonte emotivo di canzoni frementi e intense dove amore, disincanto, speranza e vitalità riecheggiano in liriche spesso dirette, che quando utilizzano immagini e metafore non lo fanno per celarsi ma per rendere ancora più immediato e pulsante quello che vogliono dire. Tutto ciò alternando grandi cavalcate rockettare e ballad melodiche da popstar, ma con molta più “sostanza” alle spalle.