Lo yeti – Le memorie dell’acqua : la recensione

Le memorie dell’acqua è il disco d’esordio del bolognese Pierpaolo Marconcini, ovvero Lo yeti. Si tratta di un disco di auto-osservazione in equilibrio tra alternative rock e cantautorato.

 

 

DI ELEONORA MONTESANTI

 

 

Ma qualcuno di voi lo sapeva che esisteva lo yeti a Bologna? Io me lo sono sempre immaginato su montagne alte e innevate, al massimo sugli Appennini, ma di sicuro non ho mai pensato di potermi imbattere nella sua impronta sotto ai portici di Bologna.
Eppure sì, lo yeti bolognese esiste. E’ il lato artistico di Pierpaolo Marconcini e, subito dopo aver ascoltato il suo disco d’esordio, spero davvero che le sue impronte vengano notate il più possibile.

Le memorie dell’acqua, questo è il titolo dell’album, è un lavoro stupefacente. Per descriverlo e per stimolare la vostra curiosità, mi affido alle parole di Pierpaolo, perché non c’è niente di meglio:
Le memorie dell’acqua” è un percorso di auto-osservazione volto al racconto ed alla comprensione, affidato all’acqua, affinché venga da esso trasportato in modo trasparente e senza giudizio. Come in un fiume, ogni brano è un affluente che fissa le diverse sfaccettature di un rapporto: trovarsi, amarsi, cambiare, allontanarsi, tradirsi, lasciarsi. Le memorie scivolano così su chiunque ascolti, in un fluire di sensazioni personali ma allo stesso tempo universali.

I nove brani che compongono il disco, dunque, sono uniti da un fil rouge, l’acqua, che assume diverse forme e significati. A livello stilistico e sonoro, invece, lo yeti oscilla tra melodie oniriche e visionarie, suoni acidi, elettronica, pop-rock beatlesiano e cantautorato (figlio del miglior Battisti, quello di Anima Latina – per intenderci). Il tutto è unito da testi intrisi di metafore geniali, come quelle tra il bufalo e il cambiamento e l’anidride carbonica e l’abbandono.

Le memorie dell’acqua è un album che si svela ascolto dopo ascolto, poiché ha un sottobosco di consapevolezza che è meraviglioso scoprire al momento giusto, ognuno con i suoi tempi.
Lo yeti racconta Pierpaolo Marconcini, ma non solo, lo yeti racconta anche tutti noi: la sua capacità di trasformare il personale in un’esperienza collettiva è sinonimo di bravura e sincerità.

Fatevi un regalo, dunque: ASCOLTATE QUESTO DISCO. Guarderete il mondo con occhi diversi. Forse con quelli di uno yeti.