Levante: Abbi cura di te – la recensione

levanteAd un anno di distanza dal fortunatissimo Manuale Distruzione, Levante torna con un nuovo disco intenso e squisitamente pop, intitolato Abbi cura di te e uscito lo scorso 5 maggio per Carosello Records.

di Eleonora Montesanti

Credo fortemente in una sola felicità, quella dettata dall’amore verso se stessi: da questa enorme consapevolezza nasce Abbi cura di te, il secondo album di Levante, definito dalla stessa cantautrice anche come l’abecedario della felicità. E’ proprio questo, dunque, il filo conduttore che unisce tutti i dodici brani che compongono il disco, dove si rinnova e fortifica la collaborazione tra Levante e Alberto Bianco (il quale, come in Manuale Distruzione, si occupa della produzione artistica) in una serie di dinamici esperimenti melodici che donano al pop proposto da Levante una qualità innegabile.

Questo arcobaleno sonoro fa da sfondo a una condizione di felicità guadagnata con forza e fatica, e proprio per questo goduta appieno. Si comincia da Le lacrime non macchiano, brano con un approccio vintage in cui traspare fin da subito la volontà dell’autrice di affacciarsi alla vita in maniera positiva: non importa se i segni della fatica e del dolore non si vedono, ciò che conta è focalizzarsi sui risultati e cucirsi in tasca le conquiste.

La stessa tematica la si ritrova fortemente anche in Mi amo, pezzo che più di tutti somiglia allo stile cantautorale di Bianco, vitale e curato fino ai minimi dettagli. Qui l’amore verso se stessi cambia volto e si scontra coi momenti più negativi, quelli in cui ci si vorrebbe distruggere. Perché solo brancolando nel buio si arriva, prima o poi, all’interruttore della luce.levante 3

Avere cura di sé significa anche avere coraggio, come quello dimostrato nel singolo Ciao per sempre, che si rivela uno dei pezzi più significativi di tutto il disco (la produzione di questo pezzo è affidata ad Ale Bavo). Avere il coraggio di mettere la parola fine, di compiere un atto definitivo, di smettere di accanirsi nei confronti di qualcosa o qualcuno che ci regala solo illusioni e bocconi amari. Avere il coraggio di dirsi la verità, almeno una volta.

Per non parlare degli equilibri che vengono sconvolti in Tutti i santi giorni: sfidare l’inesistenza della casualità per riconoscere la vera essenza dei nostri desideri è un regalo che dobbiamo assolutamente farci, anche se non è per niente immediato. Nella vita, infatti, ci vuole pazienza. Non solo per raggiungere i nostri obiettivi, ma anche per combattere contro la stupidità che ci circonda: la soluzione potrebbe essere quella di Contare fino a dieci, o di canticchiare il suo bel ritornello ritmato e incalzante.

Il fiore all’occhiello di questo album, però, si intitola La rivincita dei buoni e sembra provenire direttamente dalle atmosfere ovattate e sentimentali della musica italiana femminile degli anni Cinquanta; a dirla tutta, se chiudete gli occhi, vi sembrerà di sentire Rita Pavone che canta la sua Fortissimo. Quella di Levante è un’interpretazione davvero poetica e trasognata.

Un altro brano di spicco è sicuramente Finché morte non ci separi, un ballata molto intima e toccante arricchita da un pianoforte delicato e dalla voce della madre di Levante che canta con lei nella seconda strofa.

Ma sicuramente non mancano episodi più effimeri e frizzanti, quali Caruso Pascoski – ispirato al film di Francesco Nuti – e Pose plastiche, pezzo tagliente e ironico che riprende la stessa tematica già affrontata in Alfonso, ossia l’antipatia per certe feste e soprattutto per coloro che vi bazzicano.

Il finale viene affidato ad un’altra ballata acustica intitolata Biglietto per viaggi illimitati, la quale insieme a Lasciami andare (brano di matrice elettronica prodotto da The Bloody Beetroots), rappresenta ciò che in questo disco appare un po’ più debole e faticoso del resto. Ma a parte ciò Abbi cura di te si rivela davvero un buon lavoro, suonato e prodotto in maniera magistrale, in grado di ridare al termine pop una valenza assolutamente positiva.

Ad ogni modo è molto bello scontrarsi con un’artista che deve al suo talento e alla sua innegabile determinazione un’enorme crescita, sia artistica sia personale; è molto bello scontrarsi con un’artista che ce la sta facendo senza smettere neanche per un secondo di essere se stessa.

TRACKLIST

  1. Le lacrime non macchiano

  2. Ciao per sempre

  3. Abbi cura di te

  4. Caruso Pascoski

  5. La rivincita dei buoni

  6. Contare fino a dieci

  7. Tutti i santi giorni

  8. Finché morte non ci separi

  9. Lasciami andare

  10. Mi amo

  11. Pose plastiche

  12. Biglietto per viaggi illimitati

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