Le strisce: Hanno paura di Guardarci dentro – la recensione

le strisce Le Strisce, il terzo album si intitola “Hanno paura di Guardarci dentro” uscito il 26 settembre per Suonivisioni 

di Alex Fumagalli

Uscito il 26 settembre ed anticipato via etere dal bellissimo singolo “Nel disagio”, “Hanno paura di guardarci dentro” , terzo album dei partenopei Le Strisce ( il primo concepito in autentica libertà al di fuori delle logiche e delle stupidaggini imposte dalle majors parafrasando con delicato eufemismo le dichiarazioni rilasciate dalla stessa band) ha la malcelata ambizione di imporsi come manifesto generazionale ( intergenerazionale?) per le vittime di questa guerra senza armi che chiamiamo crisi, per quegli individui tra i 18 e i 35 anni strozzati dall’inerzia di un’ epoca noiosa e senza uscita che ti tiene stretto a se. Il tentativo di dar voce al malessere generazionale come parossismo di un’epoca confusa e decadente è canovaccio antico quasi quanto la musica , il difficile sta nel farlo senza cadere nel dolore da “giovane Werther” proponendo un impegno più propositivo del totale nihilismo ; le Strisce guidati dalla voce sicura e al tempo stesso sofferente ed arrabbiata del cantante Davide Petrella ( già deus ex machina di “Logico” di Cesare Cremonini) sembrano fuggire dal puro compiacimento attraverso pezzi dove si alternano con pari efficacia desideri di fuga tormentati da “Fantasmi”, la sensibile malinconia de ” Gli artisti” , il perfido ed (auto)ironico cinismo di “Comete” , le sgangherate e romantiche ( senza romanticherie) storie d’amore de “La Sindrome di Stoccolma” e “L’ultima sigaretta” ,infondendo al tutto un ritmo incalzante di energici giri di batteria e chitarre roventi senza disdegnare un piglio ora hard ora addirittura Brit. D’accordo, la speranza è ancora qualcosa di abbozzato più che di concreto e la via d’uscita è lontana ma come diceva il Guccio più avvelenato di sempre “non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni…”, Le Strisce a loro modo tentano almeno di far poesia e ricostruir su macerie. Anche questa a ben vedere è una speranza per questa generazione diseredata e il cui futuro è già passato senza che se accorgesse nessuno.

Ascolta il singolo Nel disagio Qui