Pending Lips: La Sindrome della Morte Improvvisa

735142_317179268382708_1359607212_nLa Sindrome della Morte Improvvisa nasce, forse non all’improvviso ma di certo come sindrome, in un inverno brianzolo del 2011. Il progetto prende vita dall’unione di quattro musicisti provenienti da ambiti musicali molto diversi fra loro: Alessio Capatti (basso e voce), Alessandro Fedele (batteria), Luca Spataro (voce e chitarra) e Sacha Amato (chitarra). L’obiettivo era allora e resta oggi quello di creare qualcosa di nuovo, originale e d’impatto. E i quattro ragazzi sembrano di fatto esserci riusciti. Dopo i numerosi live accanto ad artisti come Diego Deadman Pontron, Il Marchese, Eco 98, Mexican Chili Funeral Party, Gordo, Vallanzaska, la Sindrome della Morte Improvvisa riscuote un buon livello di apprezzamento e si disegna addosso un’identità musicale graffiante, di cemento e ruggine, un quadro horror elegante che si fa suono ossessivo e ansioso, a tratti psicop(unk)atico. Oggi hanno all’attivo un buon EP (registrato nel febbraio 2013) che contiene cinque interessanti brani.

1)      Area

“Essendo rigidamente suscettibile…”

Un po’ psichedelica, un po’ introspettica, un po’ punk. Sembra la descrizione rumorosa ed esatta di un’anima inquieta, distante o come assente. Un animale in gabbia che ha lo sguardo da un’altra parte. Lontano.

2)      Il figliol prodigo

“…la bocca impiastricciata di porpora…”

Si svela qui la faccia più horror di questo lavoro. Sembra un canto di catene, di stanze chiuse, di antri deserti e agghiaccianti. Un rumore, sordo. Forse la forma più chiara della paura.

3)      La mannaia

“…non vuoi darmi ora fiori mentre vivo, ora che sono sveglio…”

Senza dubbio il pezzo migliore. Un attacco denso e sofisticato che crea con maestria un’attesa snervante, il bisogno assoluto che qualcosa (per favore) cominci. Davvero bella poi, anche nell’apertura.

4)      Polkonvik

“…si fece oscuro come la pece…”

Il tratto più punk dell’EP, sicuramente affascinante per gli amanti del genere.

5)      Per gli analfabeti

“…la rivolta generale dev’essere stata un sogno…”

Traccia enigmatica, avvolgente e ossessiva. Un clima di tensione, come una guerra. Un sentore di bordi e di nero. Un po’ come alla fine dell’ascolto si rivela essere tutta questa loro prima prova.

Astenersi cardiopatici, donne incinta e bambini sotto i 12 anni.

Per info: pagina Facebook 

Noi La Sindrome della Morte Improvvisa, l’abbiamo vista in faccia! Conosciuto la band in occasione del loro live alla 1° serata del Pending Lips Festival, sotto la luce del Carroponte. Grazie al voto del pubblico sono arrivati in finale, che si disputerà proprio Lunedì prossimo, 8 Aprile, non perdetevi quindi l’occasione di vederli all’opera al teatro Maglio di Sesto San Giovanni (Carroponte). E di ascoltarli gratuitamente in streaming su lamusicarock.com QUI