La potenza degli EMILY WITCH trova il primo sfogo in “PAINFULLY SOBER AGAIN”

Painfully Sober Again” è il primo Ep pubblicato dagli Emily Witch. Che forza, che aggressività, che rock questi Emily Witch. Il sound è quello dei primi Nirvana, del primo Manson a tratti, dei primi Pearl Jam che si fa più pesante in alcuni passaggi, sfiorando il suono dei Korn, e più dark in altri ricordando il periodo down dei Cure. Che bello tornare a sentire la potenza della disperazione che si fa musica, con le chitarre così aperte tipiche del grunge, che si sfogano anche con assoli veloci e insistenti.

L’Ep, registrato senza badare troppo alla perfezione, ma dando il cuore come tradizione vuole, è composto da cinque pezzi che si alternano tra alti e bassi, tra buone canzoni ben definite ed altre che si perdono e che non comunicano fino in fondo il messaggio. Non si trovano canzoni da singolo in questo Ep, come nel primo album dei Nirvana in cui fu difficile individuare un singolo da proporre al grande pubblico, cosa cambiata poi col secondo album. Anche nell’Ep degli Emily Witch è difficile individuare un probabile singolo; ciò non toglie che ci siano passaggi mozzafiato all’interno del disco; una canzone su tutte “Gerbera”, seconda traccia del disco, che suona per nove minuti, il che non è da tutti, partendo aggressiva in pieno stile grunge, con un ritornello dalla bella melodia, cantato da una voce graffiante, e che da metà canzone si trasforma creando un’atmosfera, prima silenziosa in cui il basso scandisce la melodia con cenni di chitarra, ma che poi cresce sempre più d’intensità con l’ingresso delle chitarre finali, rabbiose e struggenti, da brivido.

La prima traccia dell’Ep, “Klang” e la terza, “Demenza Senile” sono un po’ i manifesti dello stile degli Emily Witch. La prima, bella veloce, da live. La seconda, dal riff sofferto e cupo che accompagna tutta la canzone, su cui gli altri strumenti, voce compresa,  trovano sfogo. Degna di nota anche la “ballad” dell’Ep, la canzone di chiusura, “Elevator”, registrata bene, con buone idee sugli arrangiamenti, in cui spicca la bella voce del cantante. Un buon punto di partenza per gli Emily Witch, da evolvere sicuramente in un album completo, alzando magari il livello della registrazione e aprendosi un po’ verso un pubblico più ampio.

 

Contatti: http://www.myspace.com/emilywitchcz, http://www.facebook.com/Emily.Witch

 

Davide Pinchiroli