Kygo: Cloud Nine – la recensione

KYGO
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Kyrre Gørvell-Dahll, noto al pubblico come Kygo, è il giovane e talentuoso pianista norvegese che, a soli 24 anni, sta rubando la scena virtuale a molti suoi colleghi.

Di Alessandro Uccello

Il giovane musicista vanta numerosi record accumulati sulle più note piattaforme multimediali, come youtube, sul quale in poco tempo ha collezionato milioni di visualizzazioni con la rielaborazione di brani come “Let her go” di Passenger, “I see fire” di Ed Sheeran e “Midnight” dei Coldplay, ma il vero record lo ha piazzato su spotify, piattaforma sulla quale può vantare di essere l’artista che in minor tempo ha totalizzato un miliardo di stream.

Con l’album “Cloud Nine”, uscito il 13 maggio 2016, Kygo, dopo cinque anni di gavetta condotta egregiamente nel web, fa il suo ingresso nel mondo della discografia, con un disco che raggruppa brani già noti come “Firestone”, “Stole the show”, “Nothing left”, “Stay”, “Fragile”, “i’m in love”, accompagnati da una buona dose di brani inediti. Il pianista norvegese, per celebrare il proprio ingresso in questo mondo per lui nuovo, ha deciso di farsi accompagnare da grandi nomi della musica internazionali, facendo partecipare al proprio disco numerosi artisti del calibro di John Legend, Tom Odell, Foxes e Julia e Angus Stone, per citarne solo alcuni.

In questa sua opera d’esordio si ritrova l’intento che da sempre caratterizza Kygo: fondere sonorità tipiche della dance, dell’elettronica, con strumenti non convenzionali per questo genere, come il pianoforte, chitarre, flauti e sassofoni. Il piano è, difatti, uno dei maggiori protagonisti di “Cloud Nine”, il quale si fonde e si amalgama perfettamente con il contrastante suono dei sintetizzatori. Colpisce molto l’arpeggio di chitarra che accompagna tutta “Raging”, canzone scritta insieme ai Kodaline, quartetto alternative rock dublinese, come lo struggente pianoforte che va a chiudere l’album con “For What It’s Worth”, in collaborazione con il duetto australiano composto da Julia e Angus Stone. Se si dovesse scommettere su quale canzone diventerà una futura hit, “Happy Birthday” sarebbe sicuramente il cavallo vincente, brano con il quale John Legend, con il contributo musicale di Kygo, omaggia Luna, la sua neonata figlioletta. Si tratta nel complesso di un album dalle forti sonorità tropical-house, le quali più volte ci trasportano con la mente a ballare in riva al mare, e con decise influenze deep-house dovute alla sua formazione musicale ed allo studio del pianoforte, che lo portano a fondere caratteristiche tipiche del jazz ai suoni della dance. Kygo si trova attualmente impegnato in una lunga tournee che lo porterà su numerosi palcoscenici internazionali dove, come suo solito, riuscirà ad emozionare grazie alle scenografie mozzafiato, dense di effetti speciali e proiezioni di luoghi esotici, alternando momenti di pieno divertimento su ritmi deep e tropical-house a momenti in cui il Dj torna ad essere pianista, sedendosi davanti alla tastiera e regalando forti emozioni al proprio pubblico. Non rimane, quindi, che augurarsi di poter vedere Kygo su qualche palco italiano, per poter godere anche dal vivo le emozioni che già con “Cloud Nine” è stato in grado di regalarci.