JUNKFOOD : The Cold Summer of the Dead

junkfoodEsce per Trovarobato/Parade e Blinde Proteus, il secondo disco di Junkfood, The Cold Summer of The Dead, registrato in presa diretta a novembre 2012 alle Officine Meccaniche di Milano da Tommaso Colliva

di Kant93

Novembre, Pascoli, i morti, cosa c’entra tutto ciò con la musica? Ce lo dicono i Junkfood con il loro secondo disco: The cold Summer of the Dead.
Già il titolo dell’album ci fa capire tutto: i Junkfood sono amanti di Pascoli e questo è proprio la traduzione dell’ultimo verso della poesia Novembre. Il lavoro della band italiana è una rielaborazione concettuale più avanzata del precedente e contiene tutte le prerogative per divenire un qualcosa che verrà sicuramente ricordato dagli ascoltatori. Il titolo stesso è il quid che ci serve per capire di cosa tratteranno i Junkfood nel disco. L’estate di San Martino è un periodo più caldo e mite che segue le gelate ma ciò è solo il simbolo di un avvenire fatto di freddezza, mancanza di speranza e sogni infranti. Questa band vuole proprio riprodurre ciò attraverso la sua musica proponendo canzoni geniali ma indeterminate. L’uomo è perso in se stesso e cerca di vagare alla ricerca dei suoi perché senza riuscirci. Ogni track è funzionale alla precedente poiché i Junkfood avevano già l’idea di proporre una struttura ellittica dove tutto ciò che è iniziato deve finire nell’indeterminato e nella confusione. Da In a In Circle la band ci offre un sound accattivante e imponente ricco di sperimentazione e profondità stilistica. La proposta del gruppo è quella di mischiare la musica elettronica con l’ambient e il rock creando un mix originale e di impatto. Gli strumenti, infatti, si fondono con le atmosfere evocate dai devices in modo sublime e riflessivo senza sbavature. La musica dei Junkfood, così, si presta notevolmente a un’esecuzione perfetta dal vivo. Ed è proprio qui che entra in gioco la presenza dell’eco pascoliano: la poesia di Giovanni Pascoli è oscura e simbolista e ciò si riflette anche sulla composizione dei pezzi trattati in The Cold Summer of the Dead, puro manifesto dell’impotenza dell’uomo nei confronti del mondo che lo circonda. Atmosfere oniriche e ostili si intrecciano con una strumentalizzazione di primo rilievo capace di provocare tensioni, stati di angoscia, ansie e rassegnazioni.
Le tracce non posseggono una propria identità ma, in questo caso, ciò è un fattore positivo al concept stesso dell’album ed è, perciò, un fattore di merito di tutto rispetto. In tutto il disco si sentono, inoltre, momenti di forte drammaticità dove l’uomo si rende conto di non essere più nulla (uno molto rilevante è nel finale di On Canvas, ma non mancano in nessun pezzo).
In sintesi questo lavoro è ben ragionato, studiato e architettato leziosamente senza scadere mai nel banale. Un disco che, sicuramente, gli amanti di musica sperimentale adoreranno alla follia poiché analizzeranno sicuramente il genio di questi artisti. Perciò immergetevi nel nulla insieme a noi ascoltando i Junkfood e questo lavoro irrimediabilmente disperato.

TRACKLIST
1. In
2. Days are numbered
3. The Maze
4. On Canvas
5. The Quiet Sparkle
6. As one
7. Below The Belt
8. In Circles

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