Ivo Perelman, Joe Morris, Balasz Pandi: One

pmp_trioMarco Ottolini

“free jazz ‹frìi ǧä∫› locuz. ingl. (propr. «jazz libero»), usata in ital. come s. m. – Stile di jazz, sorto negli Stati Uniti d’America tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, caratterizzato dalla ricerca di un’estrema libertà armonica e ritmica e dal ritorno, come nel jazz delle origini, all’improvvisazione collettiva…”

La definizione della Treccani si adatta perfettamente al disco di questo “power trio da dimostrazione di poteri quasi telepatici”. Ivo Perelman, sassofonista tenore brasiliano, si unisce a Joe Morris, contrabbassista che si cimenta per la prima volta su disco al basso elettrico, e Balasz Pandi, batterista ungherese specializzato nell’hardcore, per sperimentare, divertirsi e improvvisare. Nulla di male, la musica è anche questo, trovarsi per il gusto di fare musica. Come si vuole, quando si vuole e dove si vuole. Incidere un disco di questi esperimenti, però, diventa un poco eccessivo, forse. Si rasenta il fastidio quando si arriva a metà dell’incisione, il sax di Ivo Perelman sembra salire e scendere senza un vero filo logico e anche gli altri strumenti diventano superflui. Nel comunicato stampa “What Love Can Leave To” viene definita soave e con momenti di grande tenerezza ma ad ascoltarla faccio veramente fatica a far battere il mio cuore. In “One” Perelman si “diverte a giocare di contrappunto con le linee di basso gorgoglianti di Joe Morris” ma è un gioco privato, tra loro due, non coinvolgendo l’ascoltatore. Tutto quanto risulta così un po’ snob. Per carità, forse io non ho quel tipo di cultura musicale che richiede un ascolto di questo genere, ma l’impressione è che la telepatia funzioni solo dentro le menti di questi tre bravissimi (e su questo nessun dubbio) musicisti. Ma tutto il resto resta fuori.

Track List

1- Freedom

2- What Love Can Leave To

3- To Remember What Never Existed

4- One

5- Universal Truth

6- Stigma