I Giorni dell’assenzio: Immacolata solitudine – La recensione

I-Giorni-Dell’Assenzio-Immacolata-SolitudineEsce per Ridden Records l’album dal titolo “Immacolato Solitudine” del trio abruzzese “I Giorni dell’Assenzio”  

di Kant93


Un giovanissimo trio che si affaccia sulla scena alternative rock italiana e lo fa con grande stile grazie a un album di buona caratura come “Immacolata Solitudine”. Il terzetto abruzzese si distingue subito per la sua forte attenzione ai suoni tipici di band storiche come Verdena, Sonic Youth e Placebo. Il lavoro è composto da ben otto tracce dalla forte energia compositiva capaci di rievocare benissimo lo stile delle band citate. Ma i “I Giorni dell’Assenzio” non sono soltanto questo poiché tutto è rielaborato in chiave fresca e originale. Da tracce come l’introduttiva “Simulacro” possiamo assaggiare tutta la loro vena compositiva grazie a un pezzo che rimanda molto alla grandezza dei Verdena, formazione molto amata dai giovani italiani. ” Gigante”, invece, ci rimanda ad atmosfere più hard rockeggianti grazie a una scelta dei riff studiata proprio per essere dura e massiccia. Rivoluzione, al contempo, presenta il duetto di voci maschile e femminile creando uno dei pezzi di miglior levatura dell’album. Anche il resto della produzione si mantiene su buoni livelli grazie a un song-writing che, pur non risultando eccessivamente complesso, riesce a accattivare e a trascinare sia musicalmente che tematicamente. Gli abruzzesi, infatti, raccontano di come il provincialismo, molte volte, soffochi le aspirazioni e provochi rabbia e disappunto verso il mondo. “Radioattività” è un pezzo dalla rilevante dolcezza che scorre melodiosamente e armoniosamente nelle orecchie degli spettatori. La titletrack e “Eveline” sono tracce di buon livello anche se non rappresentano le punte di diamanti del disco mentre “Indi(e)feso”sono sicuramente pezzi molto più accattivanti. Il primo rappresenta il tipico pezzo coinvolgente da cantare a squarciagola mentre il secondo una semi-ballad capace di far sfogare i propri sentimenti. 
Questa realtà abruzzese è molto interessante e deve essere tenuta sotto osservazione sia per il loro potenziale che per la loro carica energica. Seppur non in modo commerciale la band chietina è stata capace di rappresentare il disagio adolescenziale in modo ottimo sia nelle tematiche che musicalmente. Questa è senz’ombra di dubbio una di quelle formazioni che il pubblico medio italiano dovrebbe meglio considerare e apprezzare. In fin dei conti la vera musica risiede molto spesso nel dimenticato underground, sta a noi decidere che direzione far prendere alle cose.

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