I COSMETIC pubblicano il terzo: CONQUISTE

Il genere è quello dello Shoegaze e questo basta ad inquadrare chiaramente “Conquiste” il terzo album dei Cosmetic; sicuramente in linea con gli album precedenti, strumentalmente questo disco risulta essere più caldo e più piacevole all’orecchio. Le influenze sono quelle delle grandi band del genere inglesi e americane, con un tocco di grunge in alcuni punti; la melodia del cantato, viceversa, è tipicamente made in Italy; segue quel filone malinconico, apatico tipico di alcune grandi band nostrane. La curiosità e l’originalità di questa combinazione rendono unici nel panorama musicale italiano i Cosmetic che col nuovo album si confermano ed aggiungono pezzi importanti al loro repertorio.

E se i Marlene Kuntz con Catartica hanno definito i caratteri di quel rock che ti tira fuori tutto, quello dove testi e musica sono spesso urlati ed esasperati, e se con Le Vibrazioni abbiamo scoperto melodie vocali ricercate e spesso al limite, i Cosmetic si fanno manifesto a livello nazionale del rock apatico, dal cantato quasi piatto e privo di emozioni. Non cedono mai ad urla o acuti, non ricercano mai melodie particolari, vanno dritti come un treno che viaggia costantemente e che non si ferma mai. In continuità con il lavoro del 2009, sembra infatti, almeno nella prima metà, che Conquiste sia il secondo lato del disco precedente, mentre nella seconda metà si aprono verso una leggera sperimentazione di suoni, melodie ed atmosfere e si concedono un minimo di libertà strumentale. L’album è un buon album, con all’interno tre singoli importanti come “Lenta Conquista”, “La Fine del Giorno”, “Sitar”, ed una canzone che esce forse dagli schemi del gruppo, ma che è davvero bella: “Colonne d’Errore”.

Si potrebbe fare un elenco di gruppi inglesi e americani a cui questi ragazzi romagnoli devono qualcosa, e certamente all’interno del disco si riconoscono tutte queste influenze, ma è più giusto fare un elogio per come, dopo sperimentazioni siano riusciti a trovare la loro formula nell’unione tra il genere Shoegaze con quel tipo di cantato che è certamente qualcosa di innovativo nel panorama italiano.

 

Davide Pinchiroli