Guignol: Ore Piccole il nuovo album – la recensione

 guinol cover 2A Soli due anni di distanza da “Addio Cane!” Guignol è tornato: “Ore Piccole” è il nuovo disco della band milanese guidata dallo spirito del leader Pier Adduce accompagnato da Enrico Berton alle percussioni, Stefano Fascioli al basso e Davide Scarpato alla chitarra e al violino.

di Alex Fumagalli

Con “Ore Piccole ” , quinto ed interessantissimo album dei milanesi Guignol ritorna in auge la band di Pier Adduce : formazione in gran parte rinnovata dopo quindici anni di attività ma medesima voglia di cantare le (dis)illusioni della metropoli con la propria duttile ed ambiziosa cifra stilistica. Come sempre in bilico tra l’amara malinconia degli chansonnier nostrani e la carica eversiva del punk, i Guignol ci propongono un poema metropolitano costellato di figure emblematiche : illusi che si affacciano a quella che non è altro che una “Piccola città” destinati a perder tutto alla “ruota del gioco”, disperati alla ricerca di una via di fuga verso non si sa bene dove, come in “L’Ulisse” o pronti a vendersi l’anima all’ammaliante “Mr Faust” ( un mormorio punk atrocemente cupo), spettatori impotenti e senza speranza ne “Gli alberi degli impiccati” (pezzo con echi di De Andrè di clamorosa attualità e satira al vetriolo). Ad un primo sguardo “Ore Piccole ” sembrerebbe  il consuento ritratto arrabbiato della consueta città amara e dei suoi angoli più sordidi per anime altrettanto sordide ; nulla di nuovo sotto il sole( o meglio il cielo grigio) verrebbe quindi da dire, eppure nella loro periferia (post) industriale c’è qualcosa di spiazzante, autenticamente innovativo.  “Il Quartiere” di cui cantano è un tranche de vie in perfetto equilibrio tra riflessione intimista e piglio neorealista dov’è l’ambiente a fare le persone e non il contrario ( e qui siamo dalle parti della malinconica ironia di uno Jannacci riletto in chiave moderna più che degli odierni ribelli della banlieu nostrana) e c’è spazio per suggestioni dal passato (prossimo ?) dove spuntano fabbriche,lamiere e persino le bandiere rosse , anacronismi voluti e consapevoli che hanno il sapore invitante del revival a cui si affianca il senso di vuoto e l’impotenza dell’oggi . Ma per gli anti(eroi) ai margini della metropoli non c’è spazio per la nostalgia, loro vogliono solo un’altra chanche!! Diamola anche ai Guignol ascoltando e riascoltando questo prezioso album, ci potrebbe essere un gran futuro dietro di noi.

info Site