Godblesscomputers: Plush and Safe – recensione

Godblesscomputers-Plush-and-Safe-1440x1440-rgb-72-dpi-01-150x150Plush and Safe il nuovo lavoro di Godblesscomputers

 

di Elena Giosmin

Uscito il 12 maggio per La Tempesta International e Fresh YO!, Plush and Safe è una quasi-citazione tratta da un’opera di Basquiat, che rimanda a un concetto specifico: la mancanza di stabilità e di sicurezza non danno la possibilità di fermarsi troppo a pensare e diventano prerequisito per creare, motore per l’arte.

Plush and Safe, per Godblesscomputers, rappresenta proprio il contrasto tra la ricerca della sicurezza e del controllo e la presa di coscienza dell’impossibilità della cosa. È un album fortemente autobiografico e riflette il periodo complesso che Lorenzo ha vissuto umanamente, emotivamente e professionalmente, dalla pubblicazione del precedente album Veleno, uscito nell’aprile del 2014. È anche il primo lavoro del musicista con una lunghezza importante, da opera completa.

Musicalmente, il beat serrato che attraversa i brani in segno affermativo, definendo la ritmica, è spesso interrotto da attimi di sospensione, silenzi ed echi decisamente malinconici: la contrapposizione appunto della voglia di stabilità con l’impossibilità di ottenerla.

Anche le collaborazioni riflettono la volontà di ricerca della sicurezza di Lorenzo, che raccoglie attorno a sé persone vicine e amiche: le 2 canzoni presenti, Clouds e Light is changing, vedono la presenza della voce di Francesca Amati degli Amycanbe, amica di lunga data di Lorenzo; il progetto fotografico è a cura del romagnolo Gabriele Chiapparini, suo amico d’infanzia e collabora all’album anche il polistrumentista Francesco Giampaoli (Sacri Cuori) anche lui parte della “famiglia allargata” di Lorenzo Nada.

Il progetto è molto ambizioso, perché inserirsi nell’ambito della EDM strumentale, strizzando l’occhio al dub e ai dj set hip hop, senza cadere nello stucchevole o trito e ritrito, non è facile.
C’è gran classe nella scelta dei suoni, uso dosato degli effetti, molta omogeneità…forse fin troppa in alcuni momenti. Qualche guizzo in più e il disco rapirebbe in toto.