Giubbonsky: Testa di Nicchia – la recensione

giubbonsky“Testa di nicchia” è il secondo lavoro discografico del cantautore Giubbonsky, nome dietro cui si cela Guido Rolando. Giubbonsky, si rifà al teatro canzone di Gaber ed è ispirato da Jannacci nell’ironia tagliente. In questo suo secondo lavoro queste influenze si sentono, e si possono immaginare, attraverso i testi che raccontano delle esperienze personali, della vita di tutti i giorni, dello spettacolo, della vita di chi fa spettacolo e dei disagi sociali del nostro tempo. “Testa di nicchia” è un album composto da 10 tracce, 40 minuti di una miscela musicale e compositiva originale, ironica e disincantata. I brani “Pattume” e “Un altro mondo”, sono i più rappresentativi di questa originalità presentata da Giubbonsky. Racconti di ingiustizie, ma anche di possibilità. “Le mani del mago“ e ancora “Pattume” sono caratterizzati da una fisarmonica, che rende a questi un sapore esotico, che guarda quei mondi liberi, nomadi, senza spazio o tempo. “La nostra terra” è una filastrocca che parla di ecologia, che in una chiave elettronica  fa “il verso” a O sole mio. La titletrack, Testa di nicchia, è un brano autobiografico, Giubbonsky “non sei radiofonico”, Giubbonsky “il tuo è un genere di nicchia”. Questo è quello che Giubbonsky si sente dire quando fa ascoltare ai produttori e Manager musicali la sua musica. Giubbonsky è una Testa di nicchia. Ma questa è la naturale conseguenza quando porti con te un marchio inconfondibile come quello di Giubbonsky. In conclusione, “Testa di nicchia” è un lavoro che in 40 minuti regala spunti  riflessivi a 360 gradi su tutto ciò che ci circonda in maniera incisiva ed ironica. Album consigliato per chi è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo nel vasto panorama musicale italiano.

 

 

 

sito ufficiale: http://www.giubbonsky.it