Giovanni Melucci Quartet: live report

18_maggio_fisica_delle_frequenze_umaneLa musica, sabato scorso sul palco dell’ Arci Ohibò di via Benaco, aveva la voce di un vecchio piano e di un violino sospeso per aria (Giovanni Melucci e Giulia Larghi), di una fisarmonica da chanson (Francesco Cafagna) e di altri gingilli musicali, ma tutti quanti messi come in frenesia dalla meravigliosa tromba di Raffaele Kohler, in un insieme armonico che mutando a tratti l’universo alla Satie, Tiersen e Comelade, quello stesso universo lo straformava in Jazz.Fisica delle frequenze umane perché ogni cosa nell’universo non è statica, ma pulsa con un’intensità che è almeno pari al livello minimo di sopravvivenza. Le frequenze vengono sollecitate dai fenomeni esterni, che causano la variazione della quantità di pulsazioni. “La Fisica delle Frequenze umane è un piccolo compendio sullo studio delle vibrazioni che sollecitano le nostre anime, rappresentate con un modello semplificato: la Musica”. E così l’esperimento fisico- sonoro di Giovanni Melucci e soci è riuscito benissimo, creando un’atmosfera d’ascolto (ad occhi chiusi) trasognata. Una specie di sonno della ragione, in un certo senso, dove la ragione è lo strumento meno adatto per avvertirle, le frequenze. Giovanni Melucci è compositore, musicista di strada e di scena, ed ha all’attivo collaborazioni con artisti come il poeta Vincenzo Costantino Cinaski e l’attore e drammaturgo Massimiliano Loizzi (Mercanti di Storie), oltre a far parte del progetto irriverente Mariage a Trois, e del quintetto “punk anni trenta” La Fonomeccanica. “Fisica delle frequenze umane” è il suo primo “assolo”, un lavoro interamente autoprodotto di dieci brani giocati sulla composizione armonica di strumenti come Toy Piano, Glockenspiel, Sega Musicale, Steel Drum, Santoor, Concertina, Fisarmonica, Violino, PianoForte (il protagonista). Noi vi consigliamo di perdervi sin dentro ai piccoli particolari, e di non farvi sfuggire il prossimo live (www.giovannimelucci.altervista.org). Poi vi lasciamo con questa: “Le frequenze umane sono il nostro modo di percepirci l’uno con l’altro. Rimbalzano tra sugo che diventa rugiada e tra sorrisi limpidi, interferiscono con canzoni ascoltate in grosse cuffie nere e con vestiti di lana a quadri che danno pizzicore. Vengono captate sulla riva dei fiumi e in campi aperti, ristagnano in appartamenti in affitto di località remote, passano a ripetizione da un corpo a un altro, alterano le loro caratteristiche durante il percorso, ma smuovono sempre qualcosa. Ed ogni corpo è in attesa di un segnale, ogni corpo è un’antenna”.