Giöbia: Introducing night sound – la recensione

imageRecensione di: Emiliano D’agostino

Arrivano da Milano, da un non meglio identificato garage nascosto ai Navigli. Si chiamano Giöbia, e s’innestano nella meravigliosa e visionaria tradizione degli anni sessanta, che sarebbero i sixties, perché il quartetto adopera la lingua inglese ad uso e consumo delle liriche.

Introducing night sound è un tripudio di rock punk psichedelico, dove la sperimentazione attinge ad un passato rigoglioso e ad ammetterlo spudoratamente ci sono i riff di chitarra e la prepotente quanto preponderante presenza del basso. Ne sono esempi edificanti Orange Camel, forse la traccia portante dell’album, No one to depend on (Santana cover) ed Electric Light. C’è anche un tempo dedicato all’ipnosi affidato a Karmabomb, ossessiva e martellante sopra un’incudine malinconica che convince della bontà di questo progetto. Una dose di stralunate note dolenti con cambi di ritmo magniloquenti proviene da Silently Shadows, mentre in A Hundred Comets si rintracciano echi familiari, come dire qualcosa di già sentito ma esposto bene, chapeau. Questo per indicare che c’è tanto da ascoltare in questa prova dei Giöbia, tanto da far riemergere alla mente, in un gioco di acquisizioni e attribuzioni, similitudini, influenze e richiami smaccati.

Non bisogna volare in America o far girare un vecchio vinile, per riprendere quel discorso di allucinazioni punk è sufficiente una Milano fuori dal circolo modaiolo.

Label: Sulatron Records

Introducing Night Sounds
Can’t Kill
Karmabomb
A Hundred Comets
No One To Depend On
Orange Camel
Are You Loving Me More (But Enjoying It Less)
Electric Light
Silently Shadows

Recensione di: Emiliano D’agostino